Sicurezza
Acqua, sapone e... Azzurro Rugani strega pure Prandelli
Ha 19 anni ma è già una colonna della squadra di Sarri e gioca nell’Under 21 da oggi il difensore parteciperà a uno stage della Nazionale maggiore a Roma
EMPOLI. Nonostante sia poco più che un bambino e sia al suo primo campionato professionistico Daniele Rugani non ha già più bisogno di molte presentazioni. E non solo perché in questa stagione sta dimostrando tutta la sua bravura sul campo, ma perché chi lo conosce bene sa tutta la professionalità che ha anche quando non gioca.
Un ragazzo semplice, ogni tanto te lo vedi arrivare in bici all’allenamento, che si è addirittura messo a disegnare con la bomboletta dei cerchi sul muro del sussidiario per potersi esercitare trattenendosi anche dopo l’allenamento.
Un giocatore di quelli vecchio stile, senza eccessi ne smancerie.
Oggi per lui sarà una giornata importantissima perché parteciperà allo stage della nazionale maggiore, allenata dal commissario tecnico Cesare Prandelli, uno stage di tre giorni che si volgerà a Roma al quale parteciperanno tutti i più talentuosi giovani italiani dei campionati di serie A e di serie B.
Un grandissimo traguardo per lui, che arriva pochi giorni dopo all’ennesimo exploit di questo talentuoso difensore, il gol che ha portato in vantaggio l’Under 21 sul campo dei pari età dell’Irlanda del Nord e che ha permesso alla squadra del commissario tecnico Luigi Di Biagio (che poi si è importa per 2-0 grazie al raddoppio messo a segno nel finale di partita da Trotta) di restare in corsa alle qualificazioni per gli europei. Non contento poi è sceso in campo anche contro l’Avellino, risultando, nonostante la sconfitta per 1-0, uno dei migliori in campo.
Nato il 29 luglio del 1994, originario di Sesto di Moriano, il giovane Rugani fu notato nell’Atletico Lucca, dove piccolissimo era già riuscito a mettere in luce tutte le sue grandi qualità come difensore anche grazie alla stazza fisica. L’arrivo ad Empoli avviene nel 2004, ed inizia così la lunga trafila nel settore giovanile sotto la guida dei mister del settore giovanile azzurro da Mario Cecchi a Martino Melis. Poi arrivano anche le chiamate nelle varie nazionali giovanili dall’Under 17 all’Under 20.
La Juventus lo vuole e riesce a portarlo a Torino dopo un anno di Primavera azzurra. In bianconero è grande protagonista e si conquista anche la stima del tecnico Antonio Conte che spesso e volentieri lo fa allenare con la prima squadra, al fianco dei campioni d’Italia. Il resto è storia recente con il ritorno in azzurro.
Durante tutti questi anni però il suo modo di interpretare il calcio e la vita non è mai cambiato, Rugani è rimasto sempre lo stesso.
Un piccolo grande uomo che sin da giovanissimo ha mostrato di avere le stimmate del campione.
A confermarlo sono coloro che lo hanno visto crescere che hanno osservato da vicino la sua maturazione. Come Martino Melis, ex calciatore azzurro, che lo ha allenato proprio ad Empoli sia nella categoria Allievi e che lo ha accompagnato nel salto in Primavera, prima che Rugani traslocasse in un’ altra primavera, quella della Juventus.
«Sono molto contento che per lui sia arrivata questa importante convocazione – racconta Melis – fin da subito si vedeva che aveva grandi doti, ma secondo me il suo pregio più importante è quello di essere stato sempre “grande” anche da piccolo. Sia come giocatore ma soprattutto come persona anche quando era piccolo era già molto maturo. Un ragazzo veramente esemplare nel comportamento».
L’ex allenatore della primavera azzurra racconta poi i pregi di Rugani sul terreno di gioco.
«Si è sempre visto che aveva delle ottime qualità – confida – ho sempre creduto in lui, doveva solo strutturarsi per poter sfruttare a pieno le sue potenzialità e credo che fino adesso ci sia riuscita. La sua grande dote è quella di saper concentrarsi molto riuscendo così a mettere tutta la sua passione sul campo. Sapere che andrà a fare uno stage con la nazionale maggiore mi rende molto orgoglioso anche perché avendo avuto modo di conoscerlo mi sono affezionato a lui».
Melis poi da anche un affettuoso consiglio al suo allievo. «Deve cercare di rimanere sempre quello che è e deve continuare ad andare avanti sempre con la stessa umiltà che ha avuto fino ad ora. Ma soprattutto – conclude – non deve mai accontentarsi, ma guardare sempre avanti, quello sarà lo spirito giusto per poter diventare un giorno un grandissimo campione».
Parole importanti e di grande stima come quelle del direttore sportivo azzurro Marcello Carli che con poche parole riesce a tracciare benissimo il profilo di questo calciatore che sta facendo brillare gli occhi alla tifoseria azzurra.
«Su Daniele Rugani non c’è molto da raccontare – dice il diesse Carli – la professionalità che ha sia come giocatore ma soprattutto come ragazzo è sotto gli occhi di tutti. Lo abbiamo visto anche nell’ultima partita giocata allo stadio Castellani contro l’Avellino. Rugani può essere un esempio per tanti giovani – conclude il dirigente azzurro – perché sa veramente come si sta al mondo, deve solo continuare ad essere quello che è, poi di altri consigli credo non ne abbia molto bisogno».
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