Sicurezza
Ora un fiocco rosa allieta Mchedlidze
L’attaccante si consola per l’infortunio: ieri è nata la figlia Sofia
EMPOLI. Un fiocco rosa per aprire uno spiraglio di luce. Già, perché quel fiocco, quello rosa, sarà appeso - probabilmente da stamani - sul portone di casa di Levan Mchedlidze.
Proprio lui, il gigante buono, ha vissuto il suo primo giorno da neo-infortunato nel miglior modo possibile: è arrivata Sofia, la sua secondo-genita. La bimba è nata intorno alle 20 e sta bene, come mamma e fratellino. Un po’ meno, ovviamente, il papà, che l’altro ieri si è procurato l’infrazione del malleolo tibiale della caviglia sinistra nel corso dell’allenamento pomeridiano.
È chiaro, però, che almeno ieri il giocatore avrà pensato a tutto meno che all’infortunio. Che lo terrà fuori per 40 giorni ma che, peraltro, poteva andare anche peggio. Secondo quanto emerso ieri, infatti, lo staff medico sul momento - cioé prima dell’esame strumentale all’Ecomedica - aveva temuto anche danni peggiori. Ovvero l’interessamento dei legamenti, cosa che di solito avviene quando un problema così serio si verifica all’altezza del malleolo.
Un infortunio molto simile, in sostanza, a quello che fermò (a lungo) Montella all’inizio della sua avventura nella prima squadra azzurra.
Pur restando un incidente serio, invece, Mchedlidze dovrà portare il tutore per circa 25 giorni (salvo un’imprevista accelerazione nella calcificazione ossea) ed entro il termine dei 40 dovrebbe essere di nuovo in campo.
E ad aspettarlo, ora, c’è anche Sofia.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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