Il Tirreno

Empoli

Carli scova il vero nemico «È l’ansia da risultato»

di David Biuzzi
Carli scova il vero nemico «È l’ansia da risultato»

Il direttore sportivo ha solo elogi per l’Empoli e manda un avviso forte è chiaro «Quando giochiamo con la testa sgombra facciamo sempre grandi cose»

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EMPOLI. Visto il periodo e il precedente recente l’idea nasce spontanea. Quella, cioé, di lanciare l’hashtag #staiserenoEmpoli.

Chi usa Twitter sa cosa significa, per gli altri vale la pena fare un breve riassunto: pochi giorni prima del colpo di scena, e del ribaltone, lo aveva lanciato Matteo Renzi, che “cinguetta” spesso e volentieri, per Enrico Letta: #staiserenoEnrico. La storia di questi giorni, poi, ha detto altro. Ma ora lo stesso tipo di messaggio, per la Sarri-band, arriva dal direttore sportivo Marcello Carli. Che non è su Twitter, tanto per essere chiari, e che neanche cambierà idea come l’attuale sindaco-segretario e premier in pectore. Il messaggio del dirigente, cioé, è che non bisogna preoccuparsi.

Prima di tutto perché non ce n’è bisogno, anche se la vittoria non arriva dall’ultimo impegno del 2013, poi perché l’ansia è proprio il nemico da cui l’Empoli deve guardarsi. «I ragazzi stanno facendo il massimo – sottolinea – e tutti noi siamo assolutamente soddisfatti. È vero che non vinciamo da un po’, ma sapevamo che l’inizio del girone di ritorno sarebbe stato il momento più complicato. Non per noi ma per tutti, visto che l’andamento generale più o meno è quello. In più, noi, avevamo un avvio molto difficile con 4 gare decisamente insidiose».

Tutto vero, però è anche vero che l’Empoli non sembra particolarmente brillante...

«Questione di punti di vista. È un’analisi che rispetto, ma che non mi trova d’accordo. Magari negli occhi a molti è rimasta la squadra che crea 6 o 7 palle-gol a partita, ma è chiaro che non può essere sempre così se non ti chiami Barcellona o Bayern Monaco».

Ma il discorso è proprio questo: prima l’Empoli creava 6 o 7 palle gol a partita e ora no.

«Ma, ripeto, a mio avviso non è una questione di brillantezza. Intanto secondo me bisogna mettere in risalto il grande carattere di questa squadra, poi , ribadisco, in questo particolare periodo del campionato i punti contano il doppio per tutti e diventa più difficile per chi, come noi, cerca sempre il gioco».

Ma come superare queste nuove difficoltà?

«Semplicemente continuando a lavorare come stiamo facendo dall’inizio. Per diversi motivi la nostra squadra è destinata a crescere: ci sono giovani che daranno sempre di più, c’è Eramo che deve ancora trovare la condizione, c’è Moro sulla via del recupero. Tanti aspetti da considerare, insomma, e che devono farci stare sereni. Anzi, è proprio questo il punto chiave».

Cioé?

«Che dobbiamo restare sereni, pensare al nostro gioco e a farlo sempre bene. L’ansia da prestazione, e peggio ancora quella da risultato, è il nostro nemico più pericoloso. Quando siamo liberi di testa, è la nostra storia recente che ce lo insegna, riusciamo sempre a fare le cose migliori. È chiaro che oggi, con la classifica che abbiamo, qualche pensiero può venire. Però dobbiamo essere bravi a scacciarlo via, perché per fare attenzione alla graduatoria bisognerà aspettare fine marzo, aprile. E se saremo sempre in alto, di questo ne sono certo, ne vedremo delle belle».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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