Italia
Cuore, passione e lealtà così il calcio è “sociale”
Decolla ad Avane il progetto del Centro giovani. Partite senza fasce di età e niente arbitri in campo: sui falli è prevista “l’ammissione di colpa”
EMPOLI. Un calcio molto diverso da quello che siamo abituati a vedere in televisione, dove non c’è un limite di età per giocare e l’unica regola da rispettare è rispettare gli altri. Ad Avane è nato il progetto del “calcio sociale”. Ogni lunedì un gruppo di una trentina di ragazzi si ritrova al campo sportivo per giocare a pallone. Ognuno può indossare la maglia della squadra che tifa e qui si gioca senza mai contestare l'arbitro. Perché nelle gare del “calcio sociale” è prevista l’ammissione di colpa. Sono io che ammetto di aver fatto un fallo, o sono io a dire che la palla è finita in corner per colpa mia. Valori che a stento oggi si ritrovano nel mondo del calcio ma che ad Avane vivono in un progetto promosso dal Centro Giovani di Avane e da un’idea del Centro Accoglienza Empoli. «Tutto è nato un anno e mezzo fa – racconta Juri Stabile, educatore del Centro Giovani e coordinatore del progetto – dopo averne sentito parlare in televisione alla trasmissione di Rai 2 “Dribbling”. C’è, infatti, un progetto analogo nella zona di Roma Nord e così abbiamo deciso nel nostro piccolo di riproporre l’iniziativa, sperando che questo progetto possa avere un futuro in tutta Italia e di poter entrare presto a far parte di un grande circuito». Ma chi pensa che il “calcio sociale” sia un servizio concorrenziale alle tradizionali squadre di calcio si sbaglia. «Assolutamente no, grazie a questo progetto diamo l’opportunità a tutti di giocare, senza che ci siano fasce d’età prestabilite. Molto spesso vengono a giocare ragazzi che hanno avuto esperienze passate in squadre del territorio, ma anche chi non ha mai iniziato a giocare in maniera tradizionale a pallone. Il nostro motto è solo la voglia di divertirci e di passare due ore in compagnia su un campo». Il calcio può diventare in questo caso uno strumento educativo importante, come dimostra il fatto che per mettere in piedi questo gruppo è bastato un semplice volantino in bacheca al Centro Giovani. «Un ringraziamento - conclude Stabile - va all’Avane che ha messo a disposizione gratuitamente il terreno di gioco il lunedì pomeriggio, ma anche al Membrino e al suo allenatore Fabio Serrozzi che ci hanno sostenuto economicamente in questa iniziativa e per il supporto tecnico sul campo. Il Membrino ci ha messo a disposizione maglie e scarpini, che possiamo fornire a tutti i ragazzi che vogliono iniziare questo percorso con noi e non ne sono muniti».
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
