Gioco
Che sorpresa: ora l’Empoli può mostrare i muscoli
L’inserimento di Eramo e il recupero di Moro concedono un’arma in più a Sarri Non serve una rivoluzione ma qualche accorgimento può rivelarsi assai utile
EMPOLI. La tecnica contro la forza. Già, la partitissima di lunedì scorso è stato anche questo. Anzi, ne è stato forse il paradigma. Perché se l’Empoli è, in serie B, la squadra che più ricerca la via del gioco, del bel gioco, la truppa di Iachini ha dimostrato di essere di gran lunga la migliore proprio sotto il profilo della fisicità. Questione di caratteristiche e, in fondo, anche di filosofia (calcistica, ovviamente). Ma è chiaro che il pallone non è materia alla quale poter applicare il manicheismo. Ovvero non può esistere il dualismo fra ciò che è “bene” in assoluto e ciò che è solo e soltanto “male”. Serve la tecnica, per pensare in grande, ma non puoi fare a meno della forza.
Fuori i muscoli. E, infatti, la novità portata dal mercato (ma non solo: anche il recupero del capitano è importantissimo in questo senso) è che ora anche l’Empoli di Sarri può mostrare i muscoli. Già, può farlo perché Mirko Eramo, che ha consumato il debutto proprio nel big match, è un elemento di grande sostanza (oltre che di personalità) e può sopperire al gap che gli azzurri hanno pagato non solo al Palermo, ma anche con tutti gli avversari che, nel corso delle partite, sono stati capaci di alzare la cifra agonistica dello scontro. Oltretutto dietro l’angolo c’è anche il rientro di Moro e, in teoria, i due potrebbero assicurare una linea mediana di forza - acuita ancora di più dalla possibilità di inserire Ronaldo, altro elemento di gamba - con lo spostamento di Croce sulla trequarti. E, come ciliegina sulla torta, l’inserimento del gigante Mchedlidze in avanti.
La pratica. Ne verrebbe fuori, ovviamente, un Empoli davvero tosto (considerato anche che dietro può mancare qualche centimetro, ma non certo la forza), quasi cattivo. Si tratta, però, di un discorso teorico, perché difficilmente Sarri cambierà e cambierà così tanto. Perché il suo è un calcio diverso, ma soprattutto perché i numeri - ovvero la classifica - e la qualità del gioco dicono che l’Empoli sta bene come sta. Ma, senza dubbio, si tratta di un’arma in più. Una carta che il tecnico potrà giocarsi quando e come lo riterrà opportuno. Ovviamente non con una rivoluzione totale come ipotizzato (ma solo per comodità di esempio) nei grafici riportati qui sopra, ma con qualche accorgimento. Che, visto il tipo di partita, potrebbe cominciare a rivelarsi utile anche da quella in programma domani a Trapani. Dove gli azzurri troveranno un altro avversario che, sotto il profilo agonistico, ha davvero qualche buon argomento da giocarsi.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
