Lutto
«Inseguiamo lo stesso sogno»
Idee chiare e motivazioni da vendere: Eramo si presenta e fissa subito i suoi obiettivi
EMPOLI. «Non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura». E che allora l’avventura cominci. Con la certezza che Mirko Eramo è un ragazzo di parola.
Già, perché la prima frase risale a giovedì pomeriggio, quando il centrocampista pugliese aveva affidato a Twitter il suo pensiero sull’affare appena concluso. E, a meno di 24 ore di distanza, il ragazzo era già nella pancia del Castellani, a parlare con Sarri, conoscere i suoi nuovi compagni e farsi presentare dal presidente Corsi in persona. «Da Eramo – spiega il massimo dirigente – ci aspettiamo un contributo significativo. Lo conosciamo da avversario, col Crotone ci ha sempre creato problemi, e l’abbiamo preso perché pensiamo che possa aiutarci. L’importante è che non si senta “declassato” per scende dalla serie A. Ma penso e spero che questo problema non esista».
E così dovrebbe essere, appunto. Almeno a giudicare dalle parole del diretto interessato. «Non sono deluso – assicura Eramo – ma molto motivato. Io e l’Empoli abbiamo lo stesso sogno, quello di ritornare in serie A, e faremo di tutto per riuscirci insieme». Anche perché il centrocampista arriva in prestito secco, per 6 mesi, ma... «Ma se tutto andrà come speriamo vorrei e potrei restare ancora. Perché la storia dell’Empoli parla da sola: è una società importante, una piazza dove si può lavorare bene, crescere e affermarsi. In più trovo un gruppo eccezionale, che nell’ultimo anno solare ha fatto cose assolutamente straordinarie».
E anche il primo impatto, giura Eramo, è stato buono. Alla faccia della scaramanzia (ieri era venerdì 17...) e di una giornata non proprio da grande accoglientza (acqua a catinelle). «Entrando nello spogliatoio – dice il giocatore – ho subito avuto la netta sensazione di essere davanti a un gruppo solido. E anche mister Sarri mi ha fatto un’ottima impressione. Abbiamo parlato un po’ e c’è stata una certa sintonia».
Meglio così. Perché chi ben comincia, si sa, è a metà dell’opera e perché Eramo ha avuto un ruolo decisivo nel felice esito della trattativa. «Non voglio passare come un presuntuoso – spiega – ma in questa sessione di mercato ho ricevuto davvero molto offerte. Quando il mio agente (Caliandro, ndr) mi ha detto dell’Empoli, però, ho subito capito quale fosse la cosa migliore da fare. E, parlando con i tanti ex che ci sono alla Samp, ne ho avuto la conferma».
Tutti - da Regini a Soriano passando per Eder - hanno spinto Eramo verso l’azzurro, ma uno in particolare. «Nicola Pozzi – rivela – mi ha praticamente perseguitato. Nelle ultime settimane, tutte le volte che arrivavo al campo, mi chiedeva se avevo firmato e di farlo in fretta. Mi ha descritto un ambiente fantastico e, almeno da queste prime ore passate qui, penso abbia ragione».
Anche sulle questioni di campo, poi, Eramo ha le idee chiare. «Mi ritengo un interno di centrocampo – sostiene – e mi pare che le mie caratteristiche si possano sposare bene con questa squadra e con l’idea di calcio del mister. Massima umiltà, comunque, perché arrivo in un gruppo forte sotto tutti i punti di vista, che sta andando benissimo e dunque cercherò di ritagliarmi il mio spazio attraverso il lavoro e l’impegno».
Eramo aveva giocato titolare la prima di campionato, in A, contro la Juve, poi solo tanta panchina («perché in Italia – dice – quando perdi è sempre colpa dei giovani. Anche in questo senso, però, Empoli è un posto speciale»), ma si è sempre allenato e si sente pronto. «Ho avuto solo un piccolo problema ad ottobre – racconta – ma ho recuperato in fretta. Oltretutto alla Samp, con l’arrivo di Mihajlovic, abbiamo cominciato ad allenarci molto duramente».
E il campionato? «Siamo in una posizione splendida – conclude – ma d’ora in poi sarà più difficile. Tutti ci aspetteranno col coltello fra i denti. Saranno 21 finali».
Da affrontare con lo spirito di sempre e, però, con un Eramo in più.
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