Sicurezza
Eramo si presenta: «Subito in sintonia con l’Empoli»
Il centrocampista prelevato dalla Sampdoria parla di un sogno comune da coronare, di un prestito di 6 mesi da prolungare nel tempo e si mette subito a disposizione di Sarri
EMPOLI. Primo giorno in azzurro per Mirko Eramo, il centrocampista prelevato in prestito dalla Sampdoria, che in poche ore sembra già ben calato nella realtà empolese. «Ho trovato un gruppo molto unito – spiega – e un allenatore con cui penso di condividere il modo di intendere il calcio. Arrivo in una squadra forte, mi metto a disposizione a spero di dare una mano». A disposizione da subito, visto che il giocatore ha già consumato il suo primo allenamento in maglia azzurra. «Mi sono sempre allenato con la Samp e sto bene», spiega.
Quanto alle motivazioni, poi, l’interno nato a Bari nel 1989 pare averne da vendere. «Io e l’Empoli abbiamo un sogno in comune, quello di tornare in serie A, e darò tutto per realizzarlo insieme. Non mi sento declassato a scendere di categoria, perché questa è una piazza importante. Anzi – aggiunge – io arrivo in prestito per 6 mesi, ma il mio obiettivo è quello di contribuire al salto di categoria e meritarmi la conferma per affrontare l’avventura del massimo campionato insieme».
Eramo, in effetti, era richiesto da mezza serie B, ma ho voluto fortissimamente l’Empoli. «Perché credo sia il posto giusto per me. Quando è venuta fuori questa richiesta ho subito capito quale fosse la cosa giusta da fare. Alla Samp, poi, tanti ex come Soriano, Regini ed Eder mi hanno parlato benissimo di questa realtà. E c’è anche chi, come Pozzi, mi ha addirittura perseguitato. Ogni giorno mi chiedeva se avessi firmato e cosa stessi aspettando. In realtà, però, io avevo già deciso. Toccava solo alle società».
A livello tecnico Eramo si descrive come un interno di centrocampo che si trova a suo agio in una mediana a 3 (come quella di Sarri). E anche su quello che lo aspetta ha le idee chiare. «Personalmente – dice – so di arrivare in una squadra forte, basta vedere cosa ha fatto finora, ma darò il massimo per ritagliarmi il mio spazio e, appunto, guadagnarmi la conferma. Come squadra ci attende un girone di ritorno molto difficile, perché tutti ci aspetteranno col coltello fra i denti. Saranno 21 battaglie, da affrontare come 21 finali».
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