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Il nuovo tecnico Micheli al “suo” Montaione ora chiede più solidità

MONTAIONE. Domenica scorsa a Novoli ha debuttato sulla panchina del Montaione il nuovo allenatore Stefano Micheli, che aveva assistito dalla tribuna alla precedente gara casalinga contro il San Piero...

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MONTAIONE. Domenica scorsa a Novoli ha debuttato sulla panchina del Montaione il nuovo allenatore Stefano Micheli, che aveva assistito dalla tribuna alla precedente gara casalinga contro il San Piero a Sieve.

Sanminiatese di La Serra, classe 1961, aveva fatto l'ultima esperienza alla Cuoiopelli nella stagione 2011/2012 per poi restare inattivo un anno e mezzo. Nella sua carriera ha lavorato quasi sempre in Promozione, a parte qualche puntata in Eccellenza o in Prima categoria. Dell'ambiente bluarancio conosceva già il direttore sportivo Paolo Banchi che aveva come preparatore dei portieri quando guidava il Tuttocuoio.

Com'è andato questo suo esordio?

«Il rammarico è per il risultato negativo in un importante scontro diretto nella lotta per la salvezza, ma la prestazione è stata positiva. Su un rettangolo di gioco dalle dimensioni particolarmente ridotte abbiamo sofferto la fisicità a centrocampo del Novoli. Dopo il gol incassato all'inizio e propiziato da alcuni nostri grossolani errori, siamo pervenuti al pareggio col solito bomber Rossi. Purtroppo proprio nel nostro miglior momento siamo stati di nuovo ingenui in difesa trovandoci così rientrare negli spogliatoi per l'intervallo in svantaggio. Nel corso della ripresa non ci siamo arresi prendendo a lungo l'iniziativa anche quando siamo rimasti in inferiorità numerica».

Quali impressioni ha ricavato dalla sua nuova squadra dopo una settimana di lavoro?

«Si tratta di un gruppo molto giovane e, di conseguenzam che presenta potenziali margini di miglioramento. Dovremo cercare di fare progressi soprattutto nella fase difensiva. Poi c'è da limare l'aspetto disciplinare visto che nelle ultime due partite sono arrivate ben tre espulsioni a complicare i nostri piani ed è un lusso che non possiamo permetterci».

Quale modulo ha utilizzato a Novoli?

«In partenza il 4-4-2 col centrocampo a rombo, ma le caratteristiche degli avversari e le ridotte dimensioni del campo di gioco hanno imposto una correzione in corso d'opera con il conseguente passaggio allo schema 4-3-3».

Domenica prossima è in programma un altro scontro-verità col Palazzolo in casa.

«A questo punto della stagione e con questa situazione di classifica c'è poco spazio per curare gli aspetti tattici, ma bisogna puntare al sodo. Fallire anche la sfida contro l'ultima della classe allontanerebbe il traguardo della salvezza. Speriamo di avere maggiori scelte nella rosa visto che domenica scorsa le assenze erano davvero numerose (i due Corsinovi, Bello, Di Marino, Fornai, Fusi e Giannini, ndc)».

Dove ha svolto la sua carriera da allenatore?

«Ho iniziato al Tuttucuoio dove avevo terminato l'attività agonistica da difensore centrale a metà degli anni Novanta. Poi Montecalvoli, Perignano da subentrato, Galleno con il secondo posto posto finale, Capanne, Urbino Taccola con vittoria della Coppa Italia di Promozione e passaggio in Eccellenza attraverso i playoff (nella stagione agonistica 2008/2009 con il Montaione inserito nello stesso girone, ndc) e infine Cuoiopelli da subentrato».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web