Il Tirreno

Empoli

L’Empoli si rimette in moto più a tavola che in campo

di David Biuzzi
L’Empoli si rimette in moto più a tavola che in campo

L’adunata per il pranzo a Monteboro prima di tornare a faticare al Sussidiario Il preparatore Selmi: «La situazione è buona, serve solo un richiamo sulla forza»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Una ripresa graduale, con qualche richiamo di forza ma nessun intervento drastico. L’Empoli è di nuovo in campo, è tornato a radunarsi a tavola prima ancora che sul campo. Una scelta che sembra l’ennesima fotografia dello spirito che regna in un gruppo forte come il granito, ma che spiega anche l’impostazione del lavoro che gli azzurri affronteranno in queste tre settimane.

«Non c’è bisogno di fare una nuova preparazione – sottolinea il professor Claudio Selmi, da sempre l’uomo dei muscoli di casa Empoli – ma, tanto per cominciare, di riattivare i muscoli. Poi, in questa settimana, faremo anche dei richiami sulla forza con alcune doppie sedute. Dalla prossima settimana, invece, sarà privilegiato il lavoro con la palla (con due amichevoli a metà settimana, ndr) e l’ultima sarà più leggera in vista della gara di Latina».

Se non c’è bisogno di una preparazione, insomma, significa che l’Empoli sta bene.

«Discretamente, almeno. Abbiamo finito bene e durante questi 8 o 9 giorni i ragazzi hanno avuto la possibilità di staccare la spina. Avevamo dato dei compiti individuali per non fermarsi del tutto, ma poca roba».

Moro come sta?

«Meglio. Già ieri (lunedì per chi legge, ndr) ha ripreso a correre in palestra. L’appuntamento più importante, però, è fissato per domani: è prevista una visita di controllo, a Roma, che ci farà capire se potremo iniziare l’ultima fase del recupero vero e proprio».

A Pescara, prima delle vacanze, si è rivisto in campo anche Pratali: il difensore a che punto è?

«I problemi fisici che ha avuto, seppur gravi, sono alle spalle ormai da tempo. La condizione l’ha già trovata da un po’. Ovviamente gli manca il ritmo partita, l’intensità che solo stando in campo si può ritrovare. Non ha bisogno di lavoro specifico, insomma, ma potrebbe avere dei vantaggi con le amichevoli della prossima settimana. Intanto mi pare che abbia già dimostrato di essere in grado di fare tesoro del suo bagaglio d’esperienza per stare in campo nel migliore dei modi».

Mchedlidze, invece, si è operato al naso durante la sosta: è già in grado di allenarsi?

«Assolutamente sì. Ci ho parlato e mi ha detto che è stato male un paio di giorni, ma ora è tutto a posto. Magari dovrà fare attenzione ai traumi, ma è l’unico inghippo».

Avete pensato a qualcosa di particolare per i due bomber eterni Maccarone e Tavano?

«Fortunatamente non c’è bisogno. Lavorano come e forse anche più dei ragazzi di 20 anni. Certo bisogna essere rispettosi nei loro confronti, ma a volte diventa difficile anche chiedergli di saltare una seduta a titolo prettamente precauzionale».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web