Il Tirreno

Empoli

Sarri s’appella ai suoi «Serve la reazione»

di Alessandro Marmugi
Sarri s’appella ai suoi «Serve la reazione»

Il tecnico elogia gli avversari si aspetta una grande partita

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EMPOLI. «Prevedo una partita di grande livello, di grande fascino, tutto questo ci può dare le motivazioni giuste per fare una buona prova». Mister Maurizio Sarri traccia le linee guida per la sfida dell'Adriatico un match suggestivo, tra due delle squadre (lo recita la classifica) migliori del campionato.

Senza dimenticarsi però i valori in campo. «Il Pescara è una squadra molto forte – spiega Sarri – una squadra che arriva da una categoria superiore, una potenza economica non indifferente. Noi arriviamo da una sconfitta, abbiamo perso un importante scontro salvezza in casa col Cittadella e vogliamo riscattarci. Probabilmente giovedì siamo entrati in campo con un livello di preoccupazione eccessiva e abbiamo fatto fatica a trovare spazi, ma poi la squadra è venuta fuori. Purtroppo nelle ultime 4 o 5 partite, da Crotone in poi, abbiamo creato una media di 20 palle gol, contro 5 degli avversari, ma abbiamo fatto fatica a concretizzarle. Inoltre ultimi 3 mesi abbiamo perso due partite per via di due corner che non c'erano. Siamo pronti – prosegue Sarri – anche se ovviamente la squadra è un po' stanca: è difficile. a 48 ore da una gara, recuperare completamente. Sotto l'aspetto mentale mi attendo la reazione dei ragazzi anche se questo lo potremo vedere soltanto una volta che saremo scesi in campo».

Già, ma con quali interpreti? «Abbiamo qualche situazione in dubbio come quella di Laurini, per questo andremo a Pescara in 22, poi a ridosso della gara faremo le dovute valutazioni, le possibilità in difesa possono essere diverse». Sarri, poi, prova a spiegare cosa si aspetta dalla squadra di Marino. «Sinceramente il Pescara ultima versione mi sembra meno spavaldo – dice – non concede quasi nulla dietro e con il suo 5-4-1 riesce a fare delle ripartenze di altissimo livello. Sono molto più solidi rispetto ad inizio stagione, inutile dire che hanno dei grandissimi giocatori: credo che un ragazzo come Ragusa difficilmente il prossimo anno resterà in B, è pronto per palcoscenici più importanti. E poi c'è la piazza (lo sa bene Sarri che è un ex, ndc), c'è un grande legame tra la squadra e la città, è un posto particolare, dove se riesci a infilare un paio di risultati positivi l'ambiente si infiamma».

Questo sarà l'ultimo match del 2013, poi arriverà la lunga sosta invernale che Sarri non accoglie con grande entusiasmo. «Lo stop è troppo lungo – afferma – una sosta inutile che porterà il campionato a finire il 30 maggio e complica il lavoro. È vero, Moro in questo senso avrà più tempo per recuperare, anche se dubito che Davide possa essere pronto subito per la prima dopo la pausa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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