Sicurezza
Virtus Certaldo-Legnaia è sempre la solita storia
Anche quest’anno l’Olimpia ha sbancato il palazzetto di Canonica per un punto e ancora una volta i valdelsani masticano amaro a causa dell’arbitraggio
CERTALDO. Come l'anno scorso l'Olimpia Legnaia ha sbancato Canonica per un punto di scarto (61-62) e anche stavolta non sono mancate le polemiche per l'arbitraggio. Il computo dei falli di 26 a 12 (12 a 3 nell'ultimo quarto) non ha convinto i dirigenti certaldesi. In particolare ha lasciato l'amaro in bocca un chiaro sfondamento di Friscia non sanzionato a un minuto dalla fine, ma interpretato come un fallo di Livi in difesa. Coi tiri liberi gli ospiti sono andati a +4 ipotecando la vittoria in questo scontro al vertice della serie C.
La Virtus Certaldo, nonostante le assenze di Gambelli e Righi e Livi con la febbre, si era ben comportata nella prima parte con continui allunghi. Dal sorpasso di Legnaia sul 39-40 le squadre sono sempre rimaste incollate. Nel quarto tempino i locali erano a +5, ma un tecnico a Fimia per proteste e altre dubbie fischiate hanno rimesso tutto in discussione fino al concitato finale con l'ultimo tiro di Cantini fermato dal ferro. Bene Pucci (8/15 su azione) e Fimia (3/6 dall'arco). Parziali: 18-14, 34-26 e 43-42. Tabellino: Pucci 17, Fimia 14, Cantini 11, Spampani 8, Livi 6, Crocetti 3, Barbieri 2, Lazzeretti, Rossi ne, Mantia ne.
«Il metro arbitrale è ben illustrato dal numero di falli complessivi – spiega il presidente Daniele Cantini – due dei nostri difensori sul pivot Temoka hanno raggiunto quota 5 (Barbieri e Spampani, ndc), mentre non abbiamo mai usufruito del bonus per andare in lunetta. Difficile gestire una partita in queste condizioni, pur giocando complessivamente meglio degli avversari. Bisogna comunque sottolineare che nel terzo quarto abbiamo accusato un calo e che Legnaia è stata scaltra a rientrare e ad adattarsi al clima».
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