Gioco
Ribaltone in casa Montelupo: Bianconi lascia
L’esperto allenatore si dimette per contrasti con una parte del club, la squadra affidata a Cei
MONTELUPO. Brunero Bianconi non è più sulla panchina del Montelupo. Dopo due anni (era subentrato a fine novembre 2011) il rapporto si è interrotto per decisione dell'allenatore che mercoledì lo ha comunicato ai dirigenti. Con la sua grande esperienza aveva largamente centrato la salvezza nella scorsa stagione con un brillante 6º posto nonostante il drastico ridimensionamento del budget ed era arrivato alla finale playoff 2011/12 partendo da ultimo in classifica. A luglio aveva accettato una nuova sfida con una rosa giovanissima, un progetto definito a "costo zero", utilizzando solo prodotti locali e perdendo tutti i veterani. Anche l'atteso rientro della bandiera Fonsidituri è avvenuto solo per due partite tra cui quella vinta col Vicchio.
«La scorsa estate sono rimasto volentieri a Montelupo per dare una mano al presidente Sebastiano Tofani, al dirigente Massimiliano Borsini e al direttore sportivo Giancarlo Donati a cui sono legato da profonda stima e amicizia – afferma Brunero Bianconi – purtroppo nel frattempo sono cambiati gli equilibri all'interno della società amaranto che per andare avanti ha varato un nuovo consiglio formato in prevalenza da genitori dei giocatori del settore giovanile e della prima squadra. Negli ultimi tempi sono emersi, da parte di questi nuovi personaggi entrati nella dirigenza, punti di vista e atteggiamenti che hanno creato una situazione di disturbo, acuita dalla recente sconfitta contro il Signa maturata nel recupero. Siccome ritengo di essere rimasto fedele ai programmi iniziali che prevedevano la formazione di uno spirito di gruppo nella ricerca della salvezza attraverso quella che ho sempre definito al trentunesima partita (leggi playout, ndc), sono giunto a rassegnare le dimissioni. Avendo una squadra giovane che mi seguiva unanimemente e appassionatamente nel percorso di crescita e avendo sul piano dei risultati ottenuto la fondamentale vittoria sul Vicchio per allontanarsi dall'ultimo posto e scongiurare la retrocessione diretta, mi sono sentito addosso critiche ingiuste. In questi mesi, rispettando un bilancio che non prevedeva uscite e con il materiale messo a disposizione dalla società, ho lavorato per gettare le basi della salvezza senza l'assillo di risultati immediati. Credo che il rispetto verso gli avversari e gli arbitri, l'affiatamento dello spogliatoio e il coraggio di lanciare ragazzi del 1997 come Meta, Santamaria e Marrazzo rappresentassero investimenti utili in vista del decisivo girone di ritorno. Se qualcuno pensa che una salvezza in un campionato difficile come la Promozione con una rosa tutta nuova e imbottita di under sia automatica senza passare da un certo percorso formativo, dimostra di non conoscere le dinamiche del mondo del calcio».
La squadra da ieri è stata affidata a Silvio Cei che per alcuni mesi nel 2011 aveva collaborato con il Montelupo nelle vesti di diesse.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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