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Sì, l’Empoli può sognare Lo dicono anche i numeri

di David Biuzzi
Sì, l’Empoli può sognare Lo dicono anche i numeri

Le prime 3 della classe (dopo 16 turni) dello scorso torneo hanno festeggiato Però la quota sarà più bassa: il Sassuolo era già in fuga con 38 punti in tasca

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EMPOLI. Il “vangelo” secondo Maurizio (Sarri) e Marcello (Carli) ora recita -20. Ovvero mancano 20 punti alla fatidica quota 51, quella che dovrebbe garantire la permanenza in categoria. «Poi – disse nei giorni scorsi il ds con una felice intuizione – vedremo dove andare a parare. Se avremo ancora il piumino addosso cercheremo di inseguire la promozione, diretta o attraverso i playoff, se saremo già a maniche corte sapremo comunque di aver fatto il nostro». Chiaro, no?

Il confronto. Così com’è chiaro che entrare nel mese di dicembre con 31 punti in tasca autorizza a pensare a qualcosa di diverso dalla semplice (ma comunque vitale) permanenza in categoria. Lo dice, a chiare lettere, il confronto con quello che accadeva lo scorso anno. Con le prime tre della classe - Sassuolo, Livorno e Verona - che poi sono state tutte promosse nel massimo campionato (gli amaranto, secondi dopo 16 gare, attraverso i playoff, ma comunque promossi). Segno evidente che, a più di un terzo della stagione consumata, i valori in qualche modo sono quelli. Anche se, tanto per restare all’anno scorso, le imprese dell’Empoli (anche se la risalita era già cominciata) e del Novara (addirittura penultimo in classifica...) dicono l’obiettivo playoff resta ancora alla portata di tutti (Juve Stabia esclusa, probabilmente).

Meno punti. Ma dando un’occhiata al confronto tra le due classifiche (pubblicate sotto la testata) risulta subito evidente anche il fatto che, quest’anno, c’è più equilibrio. Con 38 punti all’attivo, infatti, il Sassuolo aveva già fatto il vuoto. Poi ha rallentato, è vero, tanto da conquistarsi la serie A solo all’ultimo turno (battendo in casa il Livorno), ma solo lo straordinario andamento dell’Empoli di Sarri impedì alle prime tre di andare in paradiso direttamente, senza gli spareggi. E comunque persino il Verona, all’epoca dei fatti sul gradino più basso del podio, aveva 1 punto in più degli azzurri. Il che, tradotto in termini pratici, significa che - se il torneo continuerà ad essere così segnato dall’equilibrio, con risultati sempre incerti - alla resa dei conti i tappi dello champagne potrebbero saltare anche con qualcosina in meno di 80 punti in tasca. E l’Empoli, che è a +10 (+9 effettivi, visto il punto di penalità poi restituito) rispetto all’anno scorso, qualche sogno mostruosamente proibito è autorizzato a cullarlo.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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