Il Tirreno

Empoli

Infinito Tavano: l’Empoli è salvo

di David Biuzzi
Infinito Tavano: l’Empoli è salvo

Il bomber che non decade prima illude il Castellani e poi lo fa impazzire all’ultimo respiro

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EMPOLI. Nella storia dell’Empoli ha già un ruolo da protagonista assoluto. Ma il suo romanzo d’amore con l’azzurro sembra davvero senza fine. Già, perché Ciccio Tavano, partita dopo partita, continua ad aggiungere pagine, ma soprattutto emozioni. Come quella che regala al popolo azzurro mentre del film dell’anticipo col Brescia sono già passati anche i titoli di coda. È l’ultimo secondo, l’ultimo istante utile per lasciare il segno e, ovviamente, tocca all’uomo dei 100 gol (105, ora...) metterci la firma. Una zampata che scalda via l’inverno, che infiamma il Castellani e tiene l’Empoli a galla. D’accordo, potrebbe non bastare a mantenere la testa della classifica, ma per come si era messa è un pareggio, quello col Brescia, che vale davvero come una vittoria.

Qualcosa in meno. Nonostante il soprannome, la rondinelle, indichi un animale dolce e carico, infatti, la truppa lombarda si conferma una bestiaccia per l’Empoli. Lo fa sfruttando la giornata non brillante degli azzurri - soprattutto in rapporto alle precedenti e sfolgoranti esibizioni contro Lanciano e Spezia - ma anche episodi fortunati. Come l’errore di Bassi (merce particolarmente rara da un anno a questo parte...) sul gol del provvisorio vantaggio di Grossi, come quello ancora più clamoroso del segnalinee Fiorito, che lascia andar via Zambelli in fuorigioco in occasione del pari di Caracciolo. È vero, va detto e lo diciamo, che anche sulla zampata fiale di Cicciocentus c’è una posizione irregolare dello stesso Tavano in partenza dell’azione, ma per Carbone, l’altro assistente, era dura da vedere. Mentre nel primo caso il “fattaccio” si consuma proprio davanti all’uomo con la bandierina. Per la Sarri-band, insomma, c’è qualche demerito ma anche mala sorte.

Ciccio non decade. Ma c’è anche e soprattutto Tavano. E meno male che Ciccio c’è, verrebbe da cantare, sulle note dell’inno al Cavaliere. Solo che fra le tantissime differenze tra i due, c’è anche quella che lui, il bomber vestito d’azzurro, non decade. Mai. Chissà, forse servirebbe proprio un voto del Senato, palese o meno che sia, per farlo smettere di segnare. Una legge ad personam, insomma, perché l’eterno ragazzo di Caserta non sembra per niente intenzionato a smettere, a chiudere il conto. Gioca con la verve di un ragazzo, piazza numeri da fenomeno - come la giocata per Verdi nel primo tempo - ma soprattutto segna, segna e segna ancora. Una sentenza (di quelle della Cassazione, tanto per restare in tema...). Così l’Empoli si aggrappa a lui in una serata poco ispirata. Perché dietro l’assenza di un leader come Tonelli si fa sentire (e, gioco forza, gli affanni della retroguardia finiscono per condizionare l’intero sviluppo del gioco), perché - Ciccio a parte - solo Laurini va forse oltre la soglia del compitino svolto con sufficienza. In più, come accennato, almeno fino a un secondo dalla fine gli episodi favoriscono il Brescia ingigantendone meriti che comunque ci sono (bravo, soprattutto, il rientrante Caracciolo là davati).

Niente fuga. Insomma la maledizione del tris (di vittorie) inarrivabile colpisce ancora. Una storia che si ripete, in questo avvio di stagione, e che forse qualcosa significa, Ad esempio che oggi l’Empoli, probabilmente, non è ancora in grado di spiccare il volo, di salutare la compagnia. Ma può continuare a provarci, perché quando in cabina di pilotaggio c’è un tipetto come Tavano, il bomber che non decade, volere volare può diventare qualcosa di più del titolo di un film.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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