Il Tirreno

Empoli

Calcio o basket che sia in testa c’è sempre Empoli

di David Biuzzi
Calcio o basket che sia in testa c’è sempre Empoli

Gli azzurri di Sarri e l’Use sono al primo posto e scoprono tanti aspetti in comune Il dg biancorosso Mainardi: «Stessa filosofia, programmazione e cura del vivaio»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. “Empoli relus” direbbero gli americani. Empoli domina, cioé, o se preferite “vince”, “governa”. È, in sostanza, un detto in slang Usa che, però, rappresenta bene quello che accade per lo sport di casa nostra. Già, perché insieme all’Empoli della meraviglie, quello targato Sarri, ce n’è anche un altro che, ad oggi, guarda tutti dall’altro. Si tratta dell’Use, al comando (seppur in compagnia) della Dnb, girone A, dopo aver asfaltato Cecina nel derby andato in scena sabato scorso alla Lazzeri. È bella, insomma, l’immagine di calcio e basket che volano insieme, mano nella mano. E, peraltro, l’attuale classifica delle due prime squadre e solo uno dei tanti punti di contatto fra i due club cittadini.

Stessa filosofia. Empoli e Use, insomma, si somigliano, si somigliano molto. «La filosofia è la stessa – sottolinea Marco Mainardi, direttore generale dell’Use e, in un passato neanche troppo remoto, esperto di cose azzurre in qualità di giornalista – soprattutto nella cura del settore giovanile e nella volontà di promuovere i prodotti del vivaio in prima squadra». Così gli Hysaj e i Rugani di casa Use sono i vari Sebastiano Manetti, Belli, Sesoldi. Attorno a loro, poi, fra i biancorossi come nell’Empoli c’è un gruppo consolidato, una vecchia guardia forte in campo e fuori. Non si chiamano Moro, Tavano o Maccarone, ma Ghizzani (appena rientrato dai “cugini” del Biancorosso), Mariotti, Terrosi e Ravazzani. Successi costruiti in modo autarchico, insomma, puntando sulle proprie forze e sulla cura, quasi maniacale, dei baby. «In tutti e due i casi – continua Mainardi – si tratta, dunque, del lavoro che paga. Ovviamente questo non significa che, alla fine, tutto andrà come nelle più rosee aspettative, ma che la programmazione paga. Noi, come del resto l’Empoli, non possiamo permetterci di fare il passo più lungo della gamba. Dobbiamo stare attenti a tutto, anche ai 5 euro. Per gli azzurri, forse, le cifre sono diverse, ma la situazione è la stessa».

Gli obiettivi. Come simile, curiosamente, è il braccio di ferro con una big. Se l’Empoli “rischia” un lungo duello col Palermo, infatti, l’Use divide il gradino più alto del podio, oggi, addirittura con la gloriosa Fortitudo Bologna (e il Tortona). Una differenza, semmai, è che mentre Sarri e i suoi giovanotti continuano a parlare solo e soltanto di salvezza (salvo qualche mezza ammissione fuori dai denti...), i biancorossi non nascondono un obiettivo differente. «Vogliamo conquistare un posto nei playoff – sottolinea il direttore generale biancorosso – proprio come nelle ultime stagioni. Poi, nel nostro mondo, inizia un’altra stagione e può succedere di tutto. Sicuramente non saremo i favoriti, ma esserci sarebbe già molto. L’Empoli? Sono d’accordo con la cautela del tecnico e dei dirigenti. In giro, fra i tifosi, c’è forse troppo entusiasmo. Però ha sicuramente le carte in regola per farcela e, soprattutto, è una squadra che diverte e conquista».

L’invito. Parla a ragion veduta, Mainardi, perché lui al Castellani c’è spesso. «Spesso e volentieri – aggiunge – e colgo l’occasione per invitare, quando e se sarà possibile, Sarri e i giocatori a venire alla Lazzeri per assistere a una partita dell’Use».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore