Gioco
Panchinari a chi? L’Empoli scopre più frecce nell’arco
I buoni segnali che arrivano dai “protagonisti per caso” premiano le idee e la filosofia di mercato del ds Carli
EMPOLI. Quelli che benpensano, come cantava Frankie Hi-Nrg Mc, «spendono, spandono e sono quel che hanno». Poi, invece, c’è chi, come l’Empoli, deve fare di necessità virtù. Il discorso, ovviamente, è relativo al mercato ed è stato Sarri a riportarlo in evidenza prima del match di Terni. «Noi vendiamo per sopravvivere – disse presentando la sfida del Liberati – loro possono fare investimenti importanti. Se il calcio avesse una logica, insomma, non ci sarebbe partita».
La forza delle idee. Ma il calcio, invece, una logica non ce l’ha. O meglio, non è una logica che può essere ricondotta solo ed esclusivamente ai soldi. Servono anche le idee e servono soprattutto quando i soldi, in cassa, sono pochi. Un po’ quello che accade spesso in casa Empoli e che, la scorsa estate, ha portato alla scelta di una strategia precisa: perdo, per forza di cose, la qualità cedendo big come Saponara e Regini e siccome non posso permettermi di prendere giocatori altrettanti forti devo aumentare la qualità generale. Allargare la base, insomma, aumentando la forza delle alternative. Creando seconde linee tali solo sulla carta, come hanno dimostrato, contro il Lanciano, Mario Rui, Barba e anche Castiglia.
La strategia. «Rispetto allo scorso anno – spiega Marcello Carli, l’uomo del mercato – abbiamo parzialmente cambiaro rotta. Ci siamo accorti che, tranne rare eccezioni, chi esce dalla Primavera può non essere ancora pronto per la B. Così abbiamo deciso di puntare ancora sui giovani, perché tutti i nuovi arrivati lo sono, ma con qualche esperienza alle spalle. Ragazzi che avessero delle potenzialità e che potessero continuare a crescere con noi». Così, infatti, sono stati investiti 200mila euro per la metà di Barba, mentre la compartecipazione di Mario Rui col Parma rientra in un discorso più complesso che riguarda anche Mchedlidze. Ronaldo è stato tesserato a gennaio e spedito a Catanzaro a giocare da titolare (e crescere) per sei mesi, mentre per Castiglia gli azzurri hanno il diritto di riscatto della metà. L’unico in prestito secco, fra i nuovi arrivati, è Verdi. Perché anche Rugani, rientrato dalla Juve, è ancora controllato per il 50% del cartellino.
La crescita. Nel frattempo, poi, c’è stata la crescita dei giovani di casa. E se Signorelli non può essere annoverato tra le sorprese, di sicuro c’è stato l’exploit di Pucciarelli. Un’esplosione comunque attesa da tecnico e dirigenti. Tanto che l’idea originale di acquistare due fantasisti al posto di Saponara era stata accantonata proprio per non precludersi (e precludergli) questa possibilità. E nell’arco c’è pure un’altra freccia. «È Shekiladze – aggiunge Carli – che finora è stato il più sacrificato di tutti ma che si sta allenando benissimo. Arriverà anche lui, insomma».
Più o meno forti? Nel firmamento azzurro, insomma, forse c’è una Supernova in meno, ma le stelle sono destinate ad aumentare. «L’idea era quella di allargare le possibilità di scelta – chiosa Carli – e siamo soddisfatti. Perché i progressi dei ragazzi, soprattutto dei nuovi, li misuriamo nel lavoro quotidiano. Non è facile inserirsi in questo gioco, quello di Sarri, ma una volta capito il meccanismo starci dentro diventa più facile e giocare ancora più divertente». E quando si diverte, si sa, l’Empoli spesso e volentieri vince anche. Con buona pace di quelli che benpensano, quelli che spendono e spandono.
@DavidBiuzzi
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