Attenzione
Sembra la cometa di Halley sono Maccarone e Tavano
Avere insieme i due migliori realizzatori della storia del club è più unico che raro Carli: «Ma più che i gol conta l’atteggiamento, corrono più ora che da ragazzi»
EMPOLI. Sapete che il sole si allinea con il centro della via Lattea ogni 26000 anni? O che la cometa di Halley torna a illuminare il cielo del nostro pianeta ogni 76? Fenomeni tanto rari da sembrare unici, inspiegabili. Come, riportando il discorso in un ambito decisamente più umano, ritrovarsi con i migliori due realizzatori nella stessa squadra, i due tiratori scelti di una storia lunga quasi 100 anni che giocano l’uno accanto all’altro.
Probabilmente un fenomeno astrale anche questo, perché spesso, al Castellani, vedere Ciccio Tavano e Massimo Maccarone che giocano insieme è come perdersi con lo sguardo nel cielo in una limpida notte d’estate (non a caso, l’altro ieri, ad ammirarli c’era pure Giancarlo Antognoni, l’ormai ex ragazzo che giocava guardando le stelle). Uno spettacolo per gli occhi, insomma. Per il popolo azzurro e anche per chi, come Marcello Carli, ha contribuito a rendere possibile il “miracolo sportivo” mettendoli l’uno accanto all’altro nella scorsa e nell’attuale stagione. «Ma certo – sottolinea il direttore sportivo – non serviva che arrivassi io per scoprire che sono due grandi giocatori. La loro storia parla da solo, per i gol che hanno fatto a Empoli e lontano da Empoli».
Eppure avere in contemporanea i due migliori realizzatori della storia del club non è certo comune.
«Ce li abbiamo e ce li godiamo. Ma se devo essere sincero quello che mi entusiasma di Ciccio e Massimo non sono i gol».
E cosa?
«La grande, totale partecipazione. La dedizione alla causa. L’impegno che ci mettono in ogni allenamento e, in partita, quello che fanno nella fase di non possesso. Non correvano così neanche da ragazzi. E il discorso va allargato anche agli altri “senatori” del gruppo, come Croce e Moro. Si divertono anche facendo i sacrifici».
Può essere questo, forse, il segreto dell’Empoli?
«Sì, il divertimento. Questa squadra ha bisogno di divertirsi e divertire. Non sempre può riuscirci e, infatti, non sempre ci riesce. Ma quel che conta è provarci sempre. Come è successo con il Lanciano e come succederà nella sfida di La Spezia. Ed è questo atteggiamento che ha permesso alla squadra, al gruppo, di costruire qualcosa di importante».
Il grande sogno?
«Sognare piace a tutti, sia chiaro. Ma riferivo al grande feeling che c’è fra l’Empoli e il suo pubblico. Questi ragazzi sono riusciti a farsi voler bene e, nel calcio, non è facile».
Quindi l’obiettivo ora è...?
«Non è cambiato niente, come non era cambiato dopo che avevamo raccolto 1 punto contro Bari e Ternana. Qui nessuno vuole nascondersi, sia chiaro, ma il discorso è che noi abbiamo l’obbligo assoluto di fare 51 punti, di salvarci. La permanenza in categoria è vitale per la società e dobbiamo per forza di cose conquistarla. Per farlo, però, c’è una sola strada, vincere le partite. L’idea, insomma, è di arrivarci il prima possibile a questa fatidica quota. Se quando ci saremo avremo sempre il piumino addosso (quindi il periodo febbraio-marzo,ndr) cercheremo di andare oltre e, quindi, di raggiungere la serie A. Se ci arriveremo con le maniche corte (aprile-maggio ndr) non potremo farlo. Semplice, no?».
@DavidBiuzzi
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