Sicurezza
Il duello fra Sarri e Baroni è una sfida nella sfida
Il tecnico affronta il collega che poteva precederlo sulla panchina dell’Empoli Tavano li conosce bene: «Si somigliano molto, curano anche i minimi dettagli»
EMPOLI. È la prima contro la seconda, è la sfida fra la miglior difesa e uno dei migliori reparti offensivi, è l’incrocio fra due delle squadre che finora hanno espresso il calcio migliore. È tutto questo, Empoli-Lanciano, ma per gli azzurri è anche altro. Ovvero la sfida fra quello che è e quello che avrebbe potuto essere. Fra Maurizio Sarri, il tecnico che ha in poco più di un anno ha costruito un sogno, e Marco Baroni, l’allenatore che poteva essere al suo posto. Già, perché proprio il nome di Baroni era in cima alla “lista dei desideri” del ds azzurro Carli quando Aglietti declinò l’invito a restare.
Un estate fa. È storia recente, molto recente. Di un estate fa, quella del 2012. C’era da ricostruire un progetto, sulle rovine di quello che si era salvato nel drammatico playout col Vicenza, e Carli (peraltro appena subentrato al dimissionario Vitale nel ruolo di “pleni-potenziario” della parte tecnica) puntò subito sul tecnico fiorentino, allora alla guida della Primavera della Juve. Ci fu anche un incontro fra lo stesso Baroni e Corsi, con il presidente che rimase conquistato. Tutto a posto, insomma. Sennonché proprio la Juve aveva altri piani e fece capire ai dirigenti azzurri che avrebbe “liberato” l’allenatore (sotto contratto anche per il 2012/2013) solo dopo aver trovato un sostituto adeguato per i suoi baby. L’Empoli, però, non poteva aspettare (anche perché già in ritardo sulla tabella di marcia a causa dei playout e del trambusto che seguì con gli addii di Aglietti e Vitale) e decise di cercare altrove. Dire ora se sia stata una fortuna o meno è esercizio difficile e anche inutile, ma resta geniale l’intuizione dello stesso Carli che decise di affidare l’operazione “rilancio azzurro” a un allenatore che mancava dalla B da qualche anno: un certo Maurizio Sarri.
Faccia a faccia. Di sicuro il tecnico di Figline in questi mesi ha ottenuto la vittoria più importante: è entrato nel cuore della città. E ora, magari, spera di concretizzare anche il grande sogno sul campo. Intanto, domani, si ritroverà di fronte proprio a Baroni. Una sfida fra allenatori toscano, una sfida fra allenatori simili. O almeno così giura chi li conosce bene entrambi: Ciccio Tavano (come Rugani che però, domani, non ci sarà). «Ho avuto Baroni come compagno prima e allenatore poi alla Rondinella – racconta il bomber ricordando l’alba del terzo millennio – e i suoi successi non mi sorprendono. È bravo, preparato, un uomo di campo. Somiglianze con Sarri? Molte. Sotto il profilo professionale, perché entrambi preparano le partite fin nei minimi dettagli. Quando scendi in campo sai alla perfezione quello che devi fare. Anche a livello umano, poi, le differenze sono meno evidenti di quello che può sembrare. Sarri è più estroverso, ma entrambi credono molto nei rapporti umano. Pretendono, insomma, ma ti danno molto». Ma se Sarri e Baroni sono simili significa anche che domani, per l’Empoli, sarà dura. «Sicuramente – aggiunge Cicciocentus – perché loro saranno pronti atleticamente e tatticamente. Servirà una grande prova, ma lo sappiamo». E, alla fine, una differenza non da poco spunta anche nel confronto Sarri-Baroni: il tecnico del Lanciano, infatti, non fuma...
@DavidBiuzzi
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