Il dolore
L’Empoli e i teloni della discordia
Il terreno del Liberati non è stato protetto dalla pioggia e il presidente Corsi non la manda giù
EMPOLI. Più rabbia che delusione. E non per quello che poteva essere (il primo posto) e non è stato, ma soprattutto per alcuni episodi che, nelle ultime due partite, hanno trasformato un possibile importante bottino (dai 4 ai 6 punti) a un magro fatturato (1 punto appena) messo a bilancio. Episodi come gli errori arbitrali già portati alla ribalta da Sarri, ma non solo. Il giorno dopo il terzo ko stagionale, infatti, in casa Empoli non si parla tanto del corner che non c’era, quello che ha portato al gol di Masi, quanto del terreno di gioco del Liberati. Una specie di pantano.
Contro la pioggia, è chiaro, si può fare ben poco. Ma il problema è che neanche quel poco è stato fatto. «La Ternana – spiega il presidente Corsi – non ha messo i teloni a protezione del campo, come previsto dal campo. O almeno non c’erano alle 12, quando il nostro direttore (Carli, ndr) è andato a dare un’occhiata, e non c’erano alle 18, quando prima dirigenti e magazzinieri e poi la squadra è arrivata al campo. Forse ci sono stati in quell’intervallo di tempo, questo non posso saperlo, ma certo non è stato fatto tutto quello che si poteva e doveva fare per salvaguardare la tenuta del terreno di gioco».
Cioé la Ternana ci ha giocato sopra?
«Di sicuro il campo pesante non poteva essere un vantaggio per una squadra tecnica come la nostra. Altro non posso e non voglio dire».
Ma avete chiesto spiegazioni?
«Ci siamo fatti sentire nelle sedi opportune. Perché riteniamo di dover essere tutelati. Non cerchiamo e non vogliamo favori, sia chiaro, ma essere trattati come tutti gli altri. E se una squadra cerca di giocare al calcio invece che a pallonate non deve essere penalizzata da episodi come questo. È un discorso che vale per l’Empoli come per il Crotone, tanto per citare un’altra realtà che punta sul gioco e sui giovani».
E del problema arbitrale cosa ci dice?
«Che non siamo fortunati. E, purtroppo, in questo caso c’è poco da fare. Gli episodi dicono chiaramente che siamo stati penalizzati sia contro il Bari che a Terni. Ma al Liberati, ad esempio, la direzione di gara di Ciampi mi è sembrata buona. Poi è successo l’inspiegabile, perché raramente mi è capitato di vedere un direttore di gara che, a 5 minuti dalla fine, si prende la briga di invertire la decisione di un suo collaboratore di linea per trasformare una rimessa dal fondo in un corner. Un po’ come contro il Bari, insomma, un unico errore è andato proprio a danneggiare noi».
E ora?
«Ora niente. C’è rammarico per quello che è successo più che per i risultati. Però siamo convinti di quello che stiamo facendo. Bisogna continuare a lavorare e a giocare così, insomma, perché è questa la strada che porta ai risultati».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
