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L’Empoli cerca impresa e primato

di David Biuzzi
L’Empoli cerca impresa e primato

C’è un’altra possibilità per tornare al comando, ma Sarri avverte: «Con la Ternana sarà durissima»

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EMPOLI. Il primato in palio, le luci del posticipo, la sfida contro una squadra che annaspa in zona rischio. Sembra quasi di essere entrati nella Deloitte di “Ritorno al futuro” (il film, ovviamente) e di aver fatto un piccolo balzo all’indietro. Di una settimana, per la precisione. Ma dietro all’apparenza, come quasi sempre accade, c’è altro. C’è, ad esempio, che stavolta l’Empoli dovrà cercare di riconquistare il gradino più alto del podio in trasferta, al Liberati, e soprattutto c’è che la Ternana non è il Bari.

I motivi. Il rischio, insomma, è quello di farsi ingolosire e addirittura distrarre dalla classifica. Perché il primato (e, fra qualche riga, Sarri lo dirà con forza) attuale serve a poco e perché la differenza di punti fra azzurri e umbri non può e non deve far pensare a una passeggiata. Sarà, al contrario, una delle gare più toste che potevano capitare all’Empoli. La Ternana, infatti, ha valori decisamente importanti, ben oltre l’attuale posizione occupata in graduatoria. E il fatto che abbia urgente bisogno di punti, alla fine, rende tutto ancora più difficile.

La chiave. È chiaro, però, che la Ternana qualche problema dovrà pure averlo. E, soprattutto, è chiaro che l’Empoli di Sarri qualche valore importante ce l’ha. Stasera, però, dovrà tirarli fuori tutti. A differenza di quello che è successo contro il Bari, insomma, non sarà sufficiente giocare bene. No, servirà anche la grinta, la cattiveria, la voglia di colpire (sportivamente, sia chiaro) ogni volta che ce ne sarà l’occasione.

Il Sarri-pensiero. Quello, in sostanza, che chiede Sarri. Anche se il tecnico sintetizza il suo pensiero con altri due termini: consapevolezza ed umiltà. «Se il calcio avesse una logica – spiega l’allenatore – noi a Terni non avremmo speranza. Perché dico questo? Perché noi siamo una società che per sopravvivere deve fare mercato in uscita, loro uno dei pochi club, non di serie B ma in senso assoluto, che ha potuto investire e che ha investito tanto. Però il calcio non è una scienza esatta. Quindi andremo a Terni con la consapevolezza di potercela giocare, ma anche con l’umiltà di chi sa che dovrà soffrire». Consapevolezza e umiltà, insomma, per provare a tornare in vetta. Anche se... «Anche se – riprende il tecnico – solo un pazzo può gioire per il primato a più di 30 partita dalla fine. A noi, oggi, interessano i punti. E proprio perché abbiamo perso due punti, contro il Bari, ci è rimasto l’amaro in bocca. L’obiettivo, lo sapete, è quello di arrivare a quota 51. E vogliamo farlo in fretta per alzare la testa e vedere, poi, dove potremo arrivare». Sulla formazione, invece, nessuna concessione («devo decidere, dipenderà anche dalle condizioni del campo»), ma il tecnico applaude pubblicamente Signorelli. «Questo ragazzo l’anno scorso ha collezionato 34 presenze in una squadra che fatto oltre 70 punti. Evidentemente ha le qualità per starci – continua – ma ho l’impressione che sia sotto-stimato da molti. E mi dispiace. Mi dispiace perché non se le merita, mi dispiace perché non vorrei che perdesse l’entusiasmo e la voglia con cui lavora ogni giorno e con cui entra in campo quando viene chiamato in causa. Ancora lui al posto di Moro? Può essere. Tutti dicono che sceglierò fra lui e Castiglia, io aggiungo che in lizza c’è anche Camillucci».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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