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Empoli

Corsi spalanca le porte al ritorno a Empoli di Totò

di David Biuzzi
Corsi spalanca le porte al ritorno a Empoli di Totò

Il presidente non si lascia pregare dopo la “richiesta” del bomber dell’Udinese «Per lui qui c’è sempre posto, ma pensiamo al Bari perché sarà una battaglia»

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EMPOLI. Porte aperte per Totò. Lui, il “bomberissimo”, vuole l’Empoli e l’Empoli lo aspetta a braccia aperte. Parola del presidente Fabrizio Corsi, l’uomo che da oltre 20 anni manda avanti la baracca e che uno degli attaccanti più prolifici della storia del calcio italiano non si vergogna di definire pubblicamente «un fratello».

«In passato – rivela il massimo dirigente azzurro – Totò ha avuto modo di manifestare, in privato, un attaccamento del genere alle cose mie e della mia famiglia. Non mi sorprende quello che ha detto, insomma, ma mi fa piacere».

Quindi lo aspetta?

«Ovviamente sì. Di fatto Totò è un empolese. Ha sposato una ragazza di Empoli, tifosa azzurra come lui, e proprio con sua moglie abbiamo già deciso che suo figlio, Filippo, giocherà con noi e non nell’Udinese».

In attesa del padre, insomma, si è “comprato” il figlio...

«Beh, anche il rapporto con Totò è nato quando era poco più di un ragazzo. Ricordo ancora alcune cene con lui, che aveva 14 anni e tanta nostalgia di casa, e Montella, che ne aveva 17 e lo aiutava già. In quelle serate, lo ammetto, è nato un rapporto speciale fra noi tre. Ho buoni rapporti con tantissimi dei nostri ex, ma con Totò e Vincenzo il legame è speciale».

Cosa potrebbe dare Totò all’Empoli?

«Tantissimo. Tecnicamente è molto preparato, lo so perché parliamo spesso di calcio, e con l’esperienza che ha accumulato potrebbe darci un grosso contributo a tutti i livelli, dalla scuola calcio alla prima squadra».

Dunque è fatta.

«Beh, di sicuro se quando smetterà, e mi auguro per il calcio italiano che questo avvenga il più tardi possibile, sarò ancora alla guida dell’Empoli, per lui ci sarà sempre posto».

Ma è vero che ne avete già parlato?

«Parliamo di tante cose, ma quello che ci diciamo io e Totò, ovviamente, resta fra me e Totò. Però, se volete, posso dirvi altro».

Certo, di che ci vuole parlare?

«Dell’argomento più importante: la partita di domani sera contro il Bari. Qui, fra una festa a Tavano e il futuro di Di Natale, rischia di passare in secondo piano. Invece è la cosa più importante».

Si aspetta una gara dura?

«Molto dura, una battaglia. Il Bari gioca meglio dei punti che è. Inoltre ha bisogno di risultati e, al Castellani, darà il meglio. Sarà importante l’approccio mentale. A Castellammare è stato positivo e ci ha permesso di vincere. In questo campionato le partite sono tutte sul filo dell’equilibrio e bisogna sempre esserci al massimo, con le gambe e con la testa, per raccogliere qualcosa».

Teme la partita?

«Mister e staff tecnico sono una garanzia: difficilmente la squadra sbaglierà l’approccio alla gara come non sbaglia quello al lavoro quotidiano, però ricordo che l’anno scorso, proprio contro il Bari, dominammo la partita e perdemmo 1-0».

Quindi?

«Quindi mi andrebbe bene anche se Tavano giocasse un po’ peggio e a farci vincere stavolta fosse Maccarone o qualcun’altro...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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