Gioco
Chi trova Tavano trova un tesoro
Il bomber segna il gol numero 100 in azzurro (e in B) e mette le ali all’Empoli: Juve Stabia ko
CASTELLAMMARE DI STABIA. Si scrive Empoli, si legge Tavano. Anzi, Cicciocentus. Già, perché il bomber, che nella storia azzurra c’è già da un pezzo, aggiunge un altro capitolo al romanzo (d’amore) che lo lega al club, ai tifosi e alla città e con il suo gol - uno dei tanti ma non uno a caso - mette le ali alla truppa di Sarri. Che spicca il volo (figurato) sopra le trappole della Juve Stabia e porta a casa un successo che vale (letteralmente). Che vale molto, probabilmente anche più dei punti che porta in dote.
Qui si fa la storia. Ma, ovviamente, non si può che partire da lui, da Ciccio. Perché al minuto numero 10 del secondo tempo concretizza un’impresa a cui nessuno si era mai avvicinato: si tratta, ovviamente, del gol numero 100 segnato con la maglia azzurra (che, peraltro, è anche il 100°) in serie B. Lo segna alla Tavano, semplicemente, andando a prendersi una palla dentro di Pucciarelli (probabilmente il suo erede disegnato) scattando sul filo del fuorigioco e superando Calderoni con la semplicità che solo i grandi sanno tirar fuori nei momenti caldi. Un tocco e via, insomma, per fare la storia. Per toccare un traguardo parziale - perché la sua lunga corsa ancora non è finita - iniziata nell’ultimo turno del campionato 2001/2002, sempre in B, quando ruppe il ghiaccio all’ultimo turno, contro il Cosenza. Un gol utile solo per iniziare il conto, quello, mentre il numero 100 pesa assai. Scava un solco, infatti, che a livello di gioco era già ampio. Perché l’Empoli al Menti domina letteralmente la scena, mostrando una superiorità mai in discussione e dimostrando di aver fatto tesoro della lezione di Reggio Calabria.
La festa è doppia. Nel giorno dedicato a Cicciocentus, insomma, le feste sono due perché c’è anche quella dell’Empoli. Certo il traguardo tagliato da Tavano non può e non deve passare in secondo piano, ma il bomber che scrive la storia gioca in una gran bella squadra. Questo sì, va detto ed evidenziato. Perché davvero, al Menti, la truppa di Sarri si comporta come un a big. Controlla il gioco, rischia zero (se non, a risultato ampiamente acquisito, al 45’ della ripresa...), tiene sempre la palla e ci prova dall’inizio alla fine. Nel primo tempo, è vero, manca sempre l’ultimo tocco, quello che poi fa la differenza. Ma è chiaro che si ci provi di continuo prima o poi lo spiraglio lo trovi. Anche contro il 3-5-2 scelto da Braglia (che non recupera Caserta) e che diventa 5-4-1 in fase di non possesso (con Di Carmine che prova a infastidire Valdifiori, ma senza grandi risultati). Quando succede con il già descritto gol di Tavano, insomma, il più è fatto. Ma sulla torta del trionfo, a dirla tutta, alla fine ci sono addirittura due ciliegine: la prima, come accennato, è l’assist di Pucciarelli, che ormai sembra camminare proprio sul percorso tracciato da Tavano, la seconda è il gol - il primo stagionale - di Mchedlidze, che rompe il ghiaccio con un’azione che è il riassunto delle sue doti: forza fisica, qualità tecniche, senso della porta.
Esiste una giustizia. Infine un’annotazione: esiste una giustizia e non è quella arbitrale. Cervellara e i suoi collaboratori, infatti, commettono un errore titanico quando, a fine primo tempo, graziano Vitale dall’espulsione non una ma due volte (e la seconda, con la camminata sul petto di Laurini e il quarto uomo Abbattista che sta guardando in quella direzione) è davvero clamorosa. Poi, però, è proprio Vitale, l’anti-eroe (cioé l’anti-Tavano del match) a tenere in gioco Ciccio sull’assist di Pucciarelli. Giustizia è fatta, appunto.
@DavidBiuzzi
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