Sicurezza
in casa empoli»IL PROTAGONISTA
EMPOLI. Il suo è uno di quei casi in cui il bene diventa una banalità. Certo non drammatico e storicamente decisivo come quello di Giorgio Perlasca, l’eroe italiano che salvò migliaia di ebrei...
EMPOLI. Il suo è uno di quei casi in cui il bene diventa una banalità. Certo non drammatico e storicamente decisivo come quello di Giorgio Perlasca, l’eroe italiano che salvò migliaia di ebrei ungheresi dall’Olocausto (e, detto per inciso, è sempre meglio parlare di lui che di un Priebke qualsiasi...), ma nel suo piccolo - e cioé in casa Empoli - comunque importante. Perchè lui, Mirko Valdifiori, nel gruppo di Sarri non è uno dei tanti. È il regista, il cervello, l’ingranaggio che fa funzionare l’intero meccanismo.
E quando lui gira, ovviamente, tutto l’Empoli gira meglio. È successo col Modena e, in qualche modo, anche a Reggio Calabria. Dove è arrivata una sconfitta, ma con il play azzurro decisamente ispirato. È un ottimo momento, insomma, il suo e i motivi sono essenzialmente due. Che, peraltro, hanno pure il nome: Elisa e Aurora. Ovvero la compagna e la figlia, nata da poche settimane, che lo hanno raggiunto in città contribuendo, in maniera determinante, alla sua crescita. «In effetti – sottolinea Valdifiori – mi sento bene sia a livello fisico che mentale. Di sicuro mi ha aiutato il fatto di aver “digerito” la preparazione, cosa che per me non è mai né semplice né veloce, ma è chiaro che avere le mie donne qui con me è stato ed è determinante. Prima, con Elisa era incinta o con loro due comunque lontane, era più difficile concentrarsi in tutto e per tutto sul campo, sul lavoro».
E, dunque, ora sarà concentrato sul Varese.
«Assolutamente sì. Perché è una partita insidiosa, contro un avversario forte, e noi vogliamo e dobbiamo riscattare il passo falso di Reggio Calabria. Quindi serve la massima concentrazione, mia come di tutti i compagni».
Ma come sta l’Empoli?
«Non male. A Reggio avevamo la partita in pugno, soprattutto dopo il gol di Pucciarelli, e tutti noi, in campo, eravamo decisi e convinti di vincerla. Invece poi, per un episodio, è andata come è andata».
L’impressione, però, è che non sia ancora la super-squadra dell’anno scorso...
«Ci rispettano e ci temono di più, per forza di cose dovevamo cambiare. Secondo me siamo più maturi».
Per arrivare dove?
«Alla salvezza, poi si vedrà».
Non pensa che Aurora meriti un bel regalo...
«Ma è meglio non dirlo. Sennò che sorpresa è...?».
@DavidBiuzzi
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