Il Tirreno

Empoli

Non bastano gli sprazzi di Empoli

di David Biuzzi
Non bastano gli sprazzi di Empoli

La beffa si materializza a 5’ dalla fine, ma al Granillo si poteva (e quindi doveva) fare di più

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REGGIO CALABRIA. La seconda sconfitta matura all’ultima curva, o quasi. A 5 minuti dalla fine, quando Foglio “buca” Bassi con un tiro non irresistibile regalando a una partita strana un finale che rientra in toto nel tema. Già, perché l’Empoli la partita la perde 2 minuti dopo aver rischiato di vincerla (tiro-cross di Moro non agganciato, per u soffio, da Mchedlidze), ma soprattutto quando sembra avere le maggiori possibilità di farla sua. Alla resa dei conti, però, il rammarico per il pareggio sfumato (sarebbe stato il primo lontano dal Castellani) si mischia con la (quasi) consapevolezza di non aver fatto tutto il possibile per conquistarlo, il successo. Gli azzurri, infatti, giocano a sprazzi - e di fronte alla disperazione dei padroni di casa non basta - facendo vedere la miglior versione di se stessi solo dopo essere andati sotto. Ci sarebbe anche da recriminare perché il gol-partita è viziato da un evidentente fuorigioco, ma in realtà anche questo caso va nel conto insieme alla rete fantasma - che rete era - non accordata a Gerardi nel primo tempo. Alla resa dei conti, insomma, ci sono gli episodi e c’è la sfortuna, ma l’impressione è che gli azzurri debbano prendersela più che altro con loro stessi.

Sotto aggressione. Nel primo tempo, in particolare, dopo una partenza incoraggiante gli azzurri soffrono molto, forse troppo, l’aggressività della Reggina. È vero che i calabresi hanno dei meriti - perché scelgono di mettersi il coltello fra i denti marcando praticamente a uomo e perché sfruttano bene l’ampiezza del loro 3-5-2 per far correre tanto gli azzurri con continui cambi di campo sull’esterno più lontano - ma un pizzico di verve in più non sarebbe guastata.

Bella reazione. Anche perché l’Empoli dimostra di avercela, quella verve, quando finisce sotto ad inizio ripresa. La reazione d’orgoglio, infatti, arriva immediata. E anche la contromossa di Sarri, che sgancia Verdi al posto di Tavano (che, peraltro, ha pure qualche problema a una caviglia) avanzando Pucciarelli. Tornando alla versione più pure del 4-3-1-2, infatti, gli azzurri hanno un’alternativa alla palla su Valdifiori (che, peraltro, è forse il migliore della compagnia) e la squadra riesce a stare finalmente più coperta sul campo. Riportato nella posizione naturale di attaccante, poi, lo stesso Pucciarelli s’inventa un gol da cineteca, al minuto numero 19, con uno splendido controllo in velocità che gli permette di seminare non uno ma due difensori e, poi, con una conclusione “alla Tavano” che non lascia scampo a Benassi.

Trend positivo. Sull’onda del pari ritrovato, e dell’entusiasmo, l’Empoli continua a fare finalmente tutto di più e tutto meglio della Reggina. A partire dalla difesa, dove gli automatismi (che con Barba all’esordio e Mario Rui quasi) tornano di colpo a sui famosi cambi di campo la Reggina finisce sistematicamente in fuorigioco. Il calo fisico dei padroni di casa, poi, completare un quadro che sembra a tinte rosa. Sembra, però, perché in realtà l’Empoli al sorpasso ci va soltanto vicino (soprattutto con la già raccontata occasione costruita sull’asse Verdi-Moro-Mchedlidze al 38’), salvo poi arrendersi al primo errore stagionale del proprio estremo difensore. Come detto e ribadito, insomma, è una sconfitta che non racconta fedelmente quello che succede sul campo, ma che lascia anche una lezione da mandare a memoria (anche se in realtà, negli ultimi 12 mesi, l’Empoli ha dimostrato quasi sempre di conoscerla bene): e cioé che quando sei meglio del tuo avversario, devi batterlo. Semplice, no?

@DavidBiuzzi

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