Gioco
il milanista È un fantasista puro ma ora non sembra al top
EMPOLI. In qualche modo è stato l’acquisto più “pesante” dell’estate. Se non in termini economici, infatti, almeno per l’attesa. L’Empoli, infatti, ha aspettato a lungo per portare Simone Verdi alla...
EMPOLI. In qualche modo è stato l’acquisto più “pesante” dell’estate. Se non in termini economici, infatti, almeno per l’attesa. L’Empoli, infatti, ha aspettato a lungo per portare Simone Verdi alla corte di Sarri. Prima ha dovuto superare la concorrenza, poi mettersi d’accordo con Milan e Torino. E, alla fine, ha pure dovuo fare un’eccezione alla regola visto che il ragazzo è in arrivato in prestito secco, senza nessun tipo di diritto di riscatto e, dunque, senza nessuna possibilità di “monetizzare” l’operazione.
Perché sì. Verdi, insomma, è l’uomo scelto per sostituire Saponara e, soprattutto, il più adatto per giostrare alle spalle dei due attaccanti. Già dalle prime amichevoli, infatti, ha mostrato una certa propensione al sacrificio. Quando la palla ce l’hanno gli altri, cioé, non solo porta bene il pressing ma è anche sempre pronto a retrocedere sulla linea mediana trasformando il 4-3-1-2 di partenza in una sorta di 4-1-3-2. Il che, tradotto, permette di avere più densità in mezzo e ai due interni di chiudere prima e meglio sulle fasce. In fase d’attacco, poi, è assolutamente devastante quando riesce ad azionarsi saltando il primo uomo: grazie al suo ottimo controllo in velocità - sia col destro che col sinistro - i suoi “strappi” sono spesso letali per le difese avversarie.
Perché no. Doti che il ragazzo di scuola rossonera ha mostrato soprattutto nelle prime giornate. Contro il Latina e il Palermo, ad esempio, quando ha permesso a Maccarone prima e Tavano poi di segnare i gol dei primi due match. Come forse prevedibile e fisiologico, però, dopo l’ottimo impatto c’è stato un momento di decrescita. Verdi, cioé, nel corso delle ultime giornate ha fatto più fatica ad accendersi e, ovviamente, tutto il gioco dell’Empoli ne ha risentito. Ad Avellino proprio un suo errore, anche piuttosto nabale, ha innescato l’azione decisiva (seppure, va detto, a oltre 60 metri dalla porta di Bassi). Non attraversa il suo miglior momento da quando veste l’azzurro, insomma, e forse questa situazione comincia a pesargli anche dal punto di vista psicologico.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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