Sicurezza
Il crac, l’atto d’amore e ora il lieto fine
Pratali ha finalmente siglato il contratto: «Perché sento di poterci stare, non avrei mai potuto rubare i soldi a questo club»
EMPOLI. Il suo incubo, probabilmente, è durato meno, ma di mesi ne sono passati 8 (e spiccioli). Era il 3 febbraio scorso, infatti, quando lui, Francesco Pratali, s’immolò davanti alla porta del compagno (e amico) Bassi per difendere il prezioso vantaggio dell’Empoli sul Varese (operazione peraltro riuscita) rimettendoci l’osso e i legamenti del bacino. Ieri, però, come previsto e annunciato è arrivata la firma. La firma del difensore sul contratto che lo lega all’Empoli fino al prossimo 30 giugno e che fa di lui un azzurro a tutti gli effetti.
Pratali, come accennato, la luce in fondo al tunnel l’aveva già vista da tempo, ma solo ora ha deciso anche di mettere nero su bianco. «Perché ora – spiega il difensore – mi sento a tutti gli effetti un giocatore, un giocatore dell’Empoli. La società, come me, è sempre stata chiara: già prima della partenza per il ritiro voleva farmi firmare, ma per me è diventata una questione di principio».
In che senso?
«Che volevo essere corretto fino in fondo con una società che mi ha dato tanto, quella dove sono cresciuto. Non avrei mai accettato l’idea di “rubare” lo stipendio all’Empoli, così ho ringraziato il direttore Carli e gli ho detto che avrei firmato solo il giorno in cui sarei potuto a tornare disposizione del tecnico per giocare una partita. Gli ho chiesto di potermi allenare coi compagni, a mio rischio e pericolo, lui ha accettato. E, oggi, ecco che il giorno è arrivato».
Cioé?
«Cioé sento di poterci stare di far parte di questo gruppo. Ovviamente pago 9 mesi difficili, di cui 7 di inattività pressoché totale e 2, i primi, assolutamente tremendi».
Perché tremendi?
«Ho temuto di dover smettere, sono sincero. Poi, piano piano, le cose si sono sistemate».
Quindi potrebbe già giocare a Reggio Calabria?
«Ovviamente, ripeto, non sono certo al top della condizione. Ma sono a disposizione del tecnico e se Sarri mi chiederà di stringere i denti e giocare sono e sarò pronto a farlo».
Che Empoli ritrova?
«Forse un pochino meno bello di quello che ho lasciato, ma di sicuro molto, ma molto più maturo. Ora è tutto più difficile, perché chi gioca contro di noi pensa solo a chiudersi e ripartire, ma anche contro il Modena abbiamo dimostrato di avere pazienza e di saper soffrire».
E, aspettando Pratali, in difesa è spuntato in “gioiello” di nome Rugani...
«Una piacevolissima sorpresa. Mi ha impressionato come giocatore e anche come ragazzo. È molto umile, ha tanta voglia di imparare e, secondo me, ha un grande futuro davanti».
Rischia, però, di toglierle spazio?
«Poter aiutare un giovane così è un piacere. E, comunque, l’Empoli è questo. L’ho vissuto da giovane emergente e posso viverlo da senatore che elargisce consigli utili».
Un’ultima curiosità, con che numero giocherà?
«Il 14 (quello dello scorso anno, ndr) non vorrei più vederlo neanche da lontano. So che è libero, dovrei prendere quello, ma ho chiesto alla società di venirmi incontro. Penso che lo assegneranno a un giovane della Primavera».
Allora prenderà il 31?
«Se possibile vorrei il 32. Perché la somma fa comunque 5». E Pratali, per chi lo avesse scordato, a casa e per gli amici, è pur sempre “Cinquantino”.
@DavidBiuzzi
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