Gioco
Un coro ha salvato Big Mac «Caricato dai nostri tifosi»
L’omaggio della Maratona è arrivato dopo una clamorosa occasione fallita «Volevo spaccare tutto, poi mi sono detto che non potevamo farci raggiungere»
EMPOLI. Di cori, in carriera, ne ha avuti tanti e anche di svariati tipi. Ha iniziato a Prato, dove ha firmato i primi gol nel calcio dei grandi, ha proseguito a Middlesbrough, nel freddo e triste nord dell’Inghilterra, dove è diventato Big Mac. Poi Siena, che lo onorava col «Massimo, Massimo» del “Gladiatore”.
In anni di carriera e di reti, insomma, Massimo Maccarone ha avuto tutti gli onori che meritava. Eppure anche a uno come lui, navigato anche più di quanto dica la “pettinatura”, a volte può “fare strano”. Fa strano, ad esempio, sentire i tifosi che urlano al cielo il tuo nome dopo un’occasione - tanto nitida quanto importante - gettata alle ortiche. Quello, cioé, che a Big Mac è capitato giusto l’altro ieri, al Castellani, subito dopo aver spedito sui cartelloni un contropiede reale impostato dalla coppia Valdifiori-Moro. Correva il minuto numero 37 della ripresa, con l’Empoli avanti di un gol ma sotto di un uomo, e quella palla valeva un finale senza affanni. «E – racconta Maccarone – non è che ho sbagliato di poco. La palla è uscita larghissima. Il problema è che mi ha tradito l’ultimo rimbalzo e forse anche la stanchezza. Però quando ho visto dove andava a finire la palla mi sono davvero infuriato. Ho tirato un calcio sul palo che quasi lo spacco».
E cosa ha provato, in quel momento, quando ha sentito il coro dei tifosi?
«Mi hanno dato una carica incredibile, giuro. Mi sono detto “ora dobbiamo vincerla per forza” e ho moltiplicato gli sforzi per portare a casa il risultato. Se il Modena avesse pareggiato non me lo sarei perdonato tanto facilmente. Li ringrazio tutti, sinceramente».
Ma tutto l’Empoli, in realtà, ha moltiplicato gli sforzi dopo l’espulsione di Accardi.
«È vero, ed è stato un bel segnale. Probabilmente non è stata la nostra gara migliore, anche perché il campo era pesante e loro molto abbottonati, ma nel momento di difficoltà tutti quanti hanno voluto dare qualcosina in più. Ed è così che ragiona una squadra, una squadra vera».
E lei, pur senza segnare, ha lasciato il segno con gli assist.
«Sono particolarmente contento per quello a Pucciarelli. Manuel è un ragazzo splendido e si meritava una gioia personale. In questo momento sta raccogliendo i frutti di un anno e mezzo di lavoro quotidiano eccezionale. Io che lo vedo tutti i giorni posso assicurarvi che è un ragazzo sempre positivo, sempre sorridente. Ha ancora ampi margini di miglioramento, secondo me, ma già in questo momento è uno dei veri simboli del nuovo Empoli».
In che senso?
«Che quest’anno tutti stanno dando qualcosa. Anche e soprattutto chi gioca meno. Pucciarelli, appunto, ma avete visto all’opera anche Mario Rui o, per restare alla sfida col Modena, il debutto di Barba».
Avete più assi nella manica, insomma?
«Esatto. E, a mio avviso, siamo destinati a crescere anche in senso generale».
Crescere? E si parla sempre di salvezza?
«Sì, perché la salvezza è il nostro obbligo».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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