Proteste
“Prima volta” diversa ma stessa gioia per Pucciarelli e Barba
EMPOLI. Una rete che sa quasi di riscatto e "vendetta" - come dice lo stesso Manuel Pucciarelli - per tutte le volte che c'era andato vicino e non aveva segnato. «Quando la palla è entrata ho...
EMPOLI. Una rete che sa quasi di riscatto e "vendetta" - come dice lo stesso Manuel Pucciarelli - per tutte le volte che c'era andato vicino e non aveva segnato. «Quando la palla è entrata ho ripensato alle occasioni col Padova e alla traversa col Siena – dice – questa volta fortunatamente è entrata ed è stata una grandissima gioia. Voglio dedicarla alla mia famiglia e alla mia fidanzata». Ma nella gara di Pucciarelli c'è anche tantissima sostanza, a partire dalla palla recuperata a Salifu che ha dato il via alla rete di Tavano. «Anche in quel caso ho seguito i consigli del mister che ci dice di attaccare sempre il portatore. Non era facile per il campo pesante e l'avversario importante, ma abbiamo risposto alla grande. Per quanto riguarda l'infortunio è un problema all'adduttore, ma spero non sia niente di grave».
E se davanti il lavoro svolto è stato eccellente, altrettanto si può dire per il reparto difensivo di Daniele Rugani e soci. «Sapevamo che il loro attacco era temibile – spiega il centrale – ma abbiamo fatto una buona prestazione, concedendo loro pochissimi spazi. I nostri avversari hanno cercato di sfruttare molto la velocità e la forza fisica dei due attaccanti, ma abbiamo tenuto botta. Devo dire che il sincronismo con Tonelli e con gli altri compagni di reparto sta diventando sempre migliore grazie al lavoro del mister». Quindi sul rigore e l'espulsione di Accardi: «Dalla mia posizione non mi sembrava ci fosse stato contatto. Ho avuto l'impressione che Mazzarani lo avesse cercato».
Quindi un esordiente in maglia azzurra, Federico Barba, che definisce il suo ingresso «inaspettato, ma molto positivo». Entrato al posto di Tavano subito dopo l'espulsione di Accardi, il difensore ha risposto presente alla chiamata di mister Sarri. «Non mi aspettavo di entrare – dice – infatti inizialmente doveva entrare Levan, ma il rigore ha cambiato tutto e il mister mi ha chiamato. Non era facile, anche se ho cercato di farmi trovare pronto. D'altronde anche quando stai fuori, mantieni sempre la testa fissa alla gara. Sono felice per il mio esordio, la squadra si è comportata alla grande e non ci poteva essere una prima volta in azzurro migliore».
Marco Pagli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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