Il Tirreno

Empoli

Empoli che soffre, Empoli che vince

di David Biuzzi
Empoli che soffre, Empoli che vince

Non brilla con il Modena, ma bussa con Tavano e Pucciarelli e la resistenza (in 10) nel finale ha il profumo dell’epica

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EMPOLI. «Lasciate ogni speranza voi che entrate». Già, servirebbe proprio un cartello di questo tipo al Castellani. Per il popolo azzurro, però. Ma attenzione, non perché andare a tifare Empoli sia un inferno, tutt’altro, ma per il semplice motivo che la sofferenza è garantita, assicurata in una specie di pacchetto unico che comprende biglietto d’ingresso o abbonamento che sia. Succede anche col Modena, infatti, in una gara che gli azzurri non interpretano esattamente nel migliore dei modi ma che, al 23’ della ripresa, è chiusa. A doppia mandata, per la precisione, grazie al gol numero 98 in azzurro di Tavano, ormai sempre più Cicciocentus, e al primo squillo stagionale di Pucciarelli. Poi, però, basta un episodio col doppio errore di Accardi (che il rigore su Mazzarani, anche se non proprio solare, lo fa) e Abbattista (perché l’espulsione dell’azzurro per fallo su chiara occasione da rete ci sta decisamente larga) per riportare tutto sui binari della solita compagna di viaggio - la sofferenza, appunto - e, alla resa dei conti, per rendere epico un successo che fino a quel momento aveva viaggiato lungo i binari della normalità.

L’arrembaggio. Come accennato, infatti, l’Empoli parte con le scorie del ko di Avellino ancora appiccicate addosso. Rischia subito di capitolare (palo di Mazzarani al 4’ dopo un rinvio un po’ così di Bassi e una doppia scivolata di Laurini e Tonelli), la truppa di Sarri, poi fatica ad accendersi perché il Modena (come del resto fanno tutti, almeno al Castellani) sceglie di chiudersi e ripartire nel suo 3-5-1-1, perché pioggia e campo pesante favoriscono la fisicità dei “canarini”, ma soprattutto perché il “sacro fuoco” che trascina gli azzurri da tempo sembra essersi sensibilmente attenuato. Traduzione: l’Empoli fa tutto quello che deve fare, o quasi, ma con una marcia in meno, con qualche singolo un po’ in ombra e con un filo di combattività che manca. Quando quest’ultima componente torna a materializzarsi, infatti, si passa direttamente alla cassa: succede mentre passano i titoli di coda del primo tempo, con Pucciarelli e Maccarone (due dei meno brillanti, fino a quel momento) che si mettono il coltello fra i denti, assaltano Salifu (più un arrembaggio da pirati che un’azione di pressing) davanti all’area emiliana e permettono a Tavano (pimpante dall’inizio) di frustrare il tentativo d’uscita di Pinsoglio con un sinistro quasi chirurgico.

Stringiamci a coorte. L’acuto di Ciccio, ovviamente, sconvolge il copione del match, con l’Empoli che, nella ripresa, controlla rischiando poco e creando assai. Nessuna sorpresa, insomma, quando Pucciarelli spedisce alle spalle di Pinsoglio il secondo assist di giornata di Big Mac. Solo che meno di 5 minuti dopo il già citato episodio (rigore ed espulsione) aggiunge un altro capitolo alla storia del match. Quello epico, appunto, con l’Empoli che si stringe a coorte (la decima parte di una Legione romana, quella che combatte unita e compatta e determina l’esito della battaglia) come chiede l’inno nazionale e, seppur in 10 e con i crampi che affliggono più di un “guerriero”, va più vicino al tris che al pari. E se, come dice Saul Bellow ne “Il re della pioggia”, la sofferenza è forse l'unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito, allora l’Empoli, questo Empoli, potrà davvero fare tanta (altra) strada.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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