Il Tirreno

Empoli

Fra pallone e amicizia nel nome di... Martignana

di Alessandro Marmugi
Fra pallone e amicizia nel nome di... Martignana

La squadra empolese e quella dell’omonimo comune lombardo si sono unite in un gemellaggio fatto di partite, cene e di una coppa diventata ormai un cimelio

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EMPOLI. Tutti (o perlomeno quasi tutti) da queste parti conoscono Martignana, frazione divisa fra i comuni di Montespertoli ed Empoli. Ma sono in pochi a conoscere Martignana di Po, un piccolo comune di poco più di 1000 anime situato nella provincia di Cremona, praticamente al confine fra Lombardia e l’Emilia. Ad accomunare i due paesi c’è, ovviamente, il nome, ma anche una grande amicizia tra le rispettive squadre di calcio amatoriali, un vero e proprio gemellaggio, che dura ormai da sei anni. «Un’amicizia che è nata quasi per caso – racconta il presidente dei gialloneri Franco Maltinti – alcuni dei ragazzi di Martignana di Po, erano in zona per trascorrere un fine setitmana in Toscana e hanno giocato una partita al campo sportivo di Vinci. Abbiamo notato che sulle loro borse c’era scritto Martignana, così ci siamo messi a parlare con loro dell’omonimia che c’è tra i due paesi ed è nato subito il feeling».

Tra una chiacchiera e l’altra nasce l’idea di creare la “Martignana’s Cup”, una sfida tra le due formazioni che puntualmente viene giocata due volte l’anno. «In giugno, finiti i campionati e le coppe – spiega Maltinti – sono i ragazzi di Martignana di Po a venire qua da noi, a settembre invece siamo noi a salire su in lombardia, e proprio questo weekend, siamo andati a trovare e a sfidare sul campo i nostri grandi amici. Chi vince si tiene la coppa, che poi viene rimessa in palio nella sfida successiva. È la stessa da sei anni ormai e nonostante ogni tanto perda qualche pezzo per noi è diventata un vero cimelio».

Ma più che la sfida calcistica, a riscaldare gli animi è il dopo partita, quello che potremmo definire un vero e proprio terzo tempo. Si mangia, si beve, si passa un po’ di tempo assieme, momenti che incarnano il vero spirito del calcio amatoriale. «La partita è combattuta – confida Maltinti – ma il momento più bello è quando ci ritroviamo tutti insieme la sera a cena. Quando scendono loro qua da noi facciamo sempre una grande tavolata, lo stesso accade quando siamo noi ad essere ospitati. L’anno scorso, ad esempio, in occasione della festa del paese ci hanno accolto nei locali dell’oratorio».

Si parla di calcio ovviamente, ma anche di vita e col passare degli anni tra i componenti delle due squadre è nato un rapporto che va oltre lo sport. «Ci raccontiamo le nostre avventure dentro al campo, loro sono stati promossi dalla serie A2 alla serie A1, noi invece abbiamo fatto il percorso inverso. Ma ad accomunarci è soprattutto lo spirito che abbiamo. Durante l’anno ci sentiamo costantemente per telefono o tramite i social network. Lo scorso inverno – confida Maltinti – sono stato invitato anche al matrimonio del loro allenatore».

Il sogno del Martignana, adesso, è ripetere in giugno la sfida su un palcoscenico importante. «Loro, essendo Comune, hanno uno splendido impianto sportivo, molto curato – spiega – e ci piacerebbe poter ricambiare organizzando la prossima sfida al Castellani di Empoli, per ora si tratta di un sogno, che però speriamo di poter realizzare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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