Sicurezza
L’Empoli s’affida a Big Mac per lui il derby vale doppio
L’attaccante ha vissuto anni importanti a Siena ma si è lasciato male col club «In bianconero ho dato e ricevuto tanto, non sono stato io a volermene andare»
EMPOLI. I riflettori accesi, il profumo del derby, un avversario di valore da sfidare e un primato in classifica da difendere. Ci sono tanti motivi, insomma, per rendere speciale l’appuntamento di domani sera, quando al Carlo Castellani arriverà il Siena. Ma per almeno uno degli allievi di Sarri, e non uno a caso, sarà davvero una sfida particolare, speciale. È, ovviamente, Massimo Maccarone.
Big Mac, infatti, affronta una bella fetta del suo passato. Forse la fetta più importante dopo quella colorata d’azzurro. «Considero Empoli casa mia – spiega – ma Siena è sicuramente la seconda. Ho trascorso anni belli con la casacca bianconera. Ho avuto e ho ancora un legame speciale con la gente di Siena. Di società, invece, ne ho cambiate 3 in 4 anni e con l’ultima, che poi è la proprietà attuale, non è finita come avrei voluto».
E cioè?
«Siamo retrocessi in B e non hanno fatto niente per tenermi, anzi. Mi spiegarono che aveva ricevuto un’offerta importante dal Palermo, di 4,5 milioni, e che avrebbero gradito incassare una cifra del genere per un giocatore di 31 anni, quanti ne avevo allora. Io ho firmato senza mi puntassero una pistola contro, sia chiaro, ma l’ho fatto perché mi hanno messo nelle condizioni di farlo. Scelta legittima, è vero, ma poi hanno detto cose diverse».
Che era lei a volersene andare?
«Esatto. Mi hanno fatto passare come quello che lascia la nave che affonda, ma io non sono Schettino. Quel che mi secca, però, è che mi è stata messa contro una parte della tifoseria, quella che non sapeva la verità. Io, invece, a Siena ho dato molto e ricevuto moltissimo. Tanto che ho ancora molti amici in città».
A proposito di amici, come l’ha presa Tavano per il gol che gli ha rubato?
«Macché rubato. La palla sarebbe entrata comunque, è vero, ma c’era un difensore che stava provando il recupero e non ho voluto rischiare. Ciccio ha capito benissimo».
Eppure sta rincorrendo la quota delle 100 reti.
«Bene l’ho fatto per questo. Così sarà “costretto” a segnare ancora. Scherzi a parte, sono contento che alla fine abbia timbrato il cartellino anche lui, lo meritava proprio. Quanto al gol mi impegnerò per restituirgli un assist come il suo».
Magari già domani...
«È una gara difficile, quella co l Siena, basta dare un’occhiata a chi c’è fra i bianconeri per rendersene conto. In più, a tenerli insieme, c’è un tecnico bravo come Beretta. Io l’ho avuto e so che lavora bene».
Ma lei avrà stimoli particolari.
«Esatto. Quelli dell’ex, ma anche il favore da rendere a Ciccio e, soprattutto, riscattare la prova dell’altro ieri: non stavo bene e ho fatto fatica».
Come quasi tutto l’Empoli, peraltro.
«Però è arrivato un successo importante ed è un bel segnale di maturità».
Sempre pensando alla salvezza?
«So che sembra un discorso da pazzi, ma la società ci ha chiesto questo. Dunque prima arriviamo a 50 punti e poi vedremo. E se ci arriveremo prima avremo più tempo per pensare ad altri obiettivi...».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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