Gioco
Quei gol dell’Empoli nati dalle ore trascorse al video
Il vice allenatore Calzona spiega i segreti degli acuti di Carpi e non solo «Studiamo tutto e poi proponiamo, ma il merito è dell’applicazione dei ragazzi»
EMPOLI. Ore e ore davanti a un video. Non per X Factor, non per scoprire tutti i segreti della rotazione della Concordia, ma più semplicemente per i gol. Sì, proprio i gol. Per evitarne di subirne e anche per segnarli, come capita con sempre maggiore frequenza. È tutto qui, insomma, il segreto dell’Empoli.
Della capolista che azzarda il primo tentativo di fuga (ma non ditelo a Sarri, altrimenti s’infuria...) con due capocciate di Lorenzo Tonelli su altrettanti corner. E non sono le prime gioie che nascono su palle inattive: al di là di rigori (Tavano col Latina) e punizioni (Maccarone nello stesso match) c’era stata la rete (decisiva) di Big Mac a Palermo, ma anche quella (bellissima) di Moro col Trapani che era nata proprio da un angolo a favore. Tre indizi che, come si sa, fanno una prova. La prova provata che l’attenzione del tecnico per le giocate da fermo è importantissima. Del tecnico e dell’intero staff, bisogna aggiungere, perché proprio i vice Francesco Calzona e Giovanni Martusciello sono gli uomini demandati allo studio.
«Ogni settimana – racconta Calzona – passiamo dalle 20 alle 25 ore davanti al video. Gurdiamo le ultime 3 partite della formazione avversaria e sezioniamo quello che ci serve. Sulle palle inattive, in particolare, cerchiamo di capire sia come proteggerci dai loro schemi, sia come sfruttare eventuali pecche nel loro sistema difensivo».
Come è successo a Carpi...
«In effetti qualcosa avevamo notato e, sul campo, si è poi verificato quello che pensavamo».
E sarebbe?
«I dettagli devono restare nel nostro gruppo di lavoro».
Però è facile ipotizzare che tutte le squadre, più o meno, pongano attenzione sulle palle inattive.
«Certo. Ma qui ci sono due differenze. La prima è che il nostro allenatore è particolarmente meticoloso in questo tipo di lavoro, la seconda e più importante è che questo gruppo ci mette applicazione e grande convinzione. Oltre alle qualità, ovviamente».
Però i centimetri non sono molti.
«E proprio per questo serve un lavoro del genere. A livello offensivo possiamo sfruttare le doti di Tonelli e Rugani, ma anche Maccarone o Mchedlidze. In più sia Valdifiori che Signorelli calciano molto bene. E non è poco. A livello difensivo, invece, secondo me si tende a sottovalutare il ruolo di Bassi».
In che senso?
«Che dentro l’area piccola sono tutte sue, sempre. E questo ci aiuta perché noi dobbiamo difendere a zona proprio per una questione di altezza media e, così, abbiamo una porzione ridotta di campo da coprire. Bravo il nostro portiere, dunque, e il suo preparatore Marchisio che lo allena anche su questi aspetti».
Torniamo ai video: cosa succede dopo le 25 ore?
«Io e Giovanni (Martusciello, ndr) ci facciamo un’idea, poi ne parliamo con Sarri che dice la sua. Alla fine facciamo vedere i video ai ragazzi, proponiamo e i movimenti e li proviamo sul campo».
Tante volte?
«Venti, massimo 30 minuti a settimana. Perché, come ho detto, loro sono convinti e applicati e questo basta».
È vero, basta. Lo dice anche il campo.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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