Il Tirreno

Empoli

Un eurogol e un pari bastano all’Empoli

di David Biuzzi
Un eurogol e un pari bastano all’Empoli

La Sarri-band non è quella dei giorni belli e si fa raggiungere da un buon Trapani, però guarda ancora tutti (o quasi) dall’alto

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EMPOLI. Cambia il risultato, perché stavolta sulla ruota degli azzurri esce il pari, cambia il compagno di viaggio, perché il posto che era del Cesena ora è stato occupato dall’Avellino, ma in fondo in fondo a cambiare poco, per l’Empoli, è proprio la cosa più importante: la sostanza. Già, perché la truppa di Sarri non era una banda di fenomeni prima (cioé dopo aver battuto Latina e Palermo) e non è ridimensionata ora (dal pareggio interno, giusto, contro il Trapani). Perché dopo i 270 minuti di campionato la serie B ha mandato un messaggio forte e chiaro: almeno per ora non ci sono padroni.

Meno brillante. Non lo è l’Empoli - e peraltro neanche doveva esserlo - che però continua a guardare tutti (escluso l’Avellino)dall’alto, ma oggi come oggi non lo sono neanche le corazzate annunciate. E dunque, in questo contesto, bisogna dire subito che l’1-1 col Trapani poteva starci e ci sta tutto. Perchè i siciliani confermano di essere una squadra vera, aggressiva e con qualità (la velocità di Mancosu, ma non solo) che il tecnico Boscaglia sa bene come sfruttare (non a caso non perdono in trasferta da oltre un anno...) e, soprattutto, perché l’Empoli stavolta non è proprio il vero Empoli. Gli ingredienti ci sono tutti (al di là della “dolce” assenza di Valdifiori, appena diventato papà della piccola Aurora, sostituito da Signorelli), ma stavolta il piatto che alla fine Sarri serve sul tavolo verde del Castellani è meno gustoso del solito. Manca che qualcosa in più che, nel calcio, di solito arriva dai singoli. E fra gli azzurri, al di là dei citati meriti degli avversari, c’è chi proprio in giornata di grazia non è. È il caso dei due bomber eterni, ad esempio, che stavolta o non sparano (Maccarone) o lo fanno a salve (Tavano). È il caso di qualche difensore (Tonelli e Laurini) che cade in errori individuali che non si vedevano da tempo. Tutte situazioni che ci stanno, ci mancherebbe, ma che alla fine un peso ce l’hanno. Anche perché il Trapani ha più birra (se perché ha lavorato meglio o perché ha lavorato meno lo dirà solo il tempo...) e, alla resa dei conti, non c’è da sorprendersi del pareggio.

Il rammarico. Guai a fasciarsi la testa, però, perché non c’è nessun amaro calice da buttar giù. Giusto concedersi, semmai, solo un pizzico di rammarico per due motivi: il primo è che dopo l’eurogol di Moro (che celebra nel migliore dei modi il record delle 179 presenze azzurre) il Trapani sbanda e all’Empoli manca il colpo del ko; il secondo che il pari di Iunco arriva quando la spinta siciliana era ormai in fase calante. Quel che poteva essere e non è stato, però, interessa il giusto. Più importante, semmai, è il fatto che l’Empoli “rischia” di vincere anche quando non è nel suo azzurro più splendente o che la Maratona regali ai suoi beniamini - alla fine dei giochi - un applauso ancora più caloroso del solito. Il primato in coabitazione con l’Avellino, invece, porta profumo di anni 80 e, ovviamente, sensazioni piacevoli. La storia di questo campionato, infatti, è ancora tutta da scrivere (e non solo per la Sarri-band), ma poter continuare a farlo partendo dal gradino più alto di certo non può essere un male.

@DavidBiuzzi

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