Italia
Big Mac si sceglie il regalo «La vittoria col Trapani»
Maccarone spegne 34 candeline ma non sente il peso degli anni che passano «È tutto merito di Tavano, gioco accanto a lui che ha sei mesi più di me...»
EMPOLI. Trentaquattro volte Big Mac. Sì, meglio dirlo in numeri, proprio 34. Come le candeline che l’anima del super-attacco dell’Empoli ha spento sulla torta, ieri, per il suo compleanno e, magari, come i gol che il popolo azzurro spera di contare alla fine di una stagione iniziata esattamente com’era finita quella passata. Cioé alla grande. Lui, al secolo Massimo Maccarone, in effetti non ci pensa molto. Né all’età né al gol. Forse perché ha le spalle abbastanza larga (avrebbe anche qualche capello bianco, ormai...) per sapere che la cosa peggiore che possa fare un attaccante è cercare la rete con insistenza, forse perché il suo segreto è proprio quello di non accusare gli anni che passano.
«Sono tornato a Empoli proprio per sentirmi giovane – dice, ovviamente sorridendo – qui sono stato da ragazzo e qui mi sento sempre ragazzo. Eppoi c’è Tavano che è più vecchio di me (solo di qualche mese: Ciccio-gol è nato a gennaio, ndr) quindi là davanti sono ancora io quello giovane».
Magari Tavano non sarebbe d’accordo, poi dietro di voi ci sono giovani e giovanissimi come Mchedlidze, Pucciarelli e Shekiladze...
«La nostra forza, in realtà. Perché sono tre ragazzi forti, molto forti, che hanno una voglia matta di emergere. In allenamento vanno a mille all’ora e ci “costringono” a fare altrettanti. I frutti, poi, si vedono».
Quando arrivò dal Prato, all’alba del nuovo millennio, era lei il ragazzotto che sgomitava per farsi largo: che effetto le fa stare dall’altra parte della barricata?
«Lasciando da parte le considerazioni sul tempo che passa, è gratificante pensare di poter dare una mano ai giovani. Almeno a quelli che lo meritano perché s’impegnano sempre al massimo, come i “nostri”. Quando arrivai qui trovai la vecchia guardia che lo ha fatto con me, ora io lo faccio con gli altri. È uno dei motivi per cui l’Empoli riesce sempre, o almeno spesso, a combinare qualcosa di buono».
È anche una responsabilità, però.
«E per me non è un problema, anzi le responsabilità mi piacciono, mi stimolano».
A 34 anni, insomma, si sente proprio un ragazzino.
«Diciamo che mi sento bene, mi sento a casa e questo mi aiuta molto».
È un avviso al Trapani?
«No, ci mancherebbe.
Però è una buona occasione per festeggiare il compleanno?
«Ci spero, questo sì, ma l’Empoli non deve commettere l’errore di pensare che sia tutto facile, tutto scontato. Siamo partiti bene, ma in pratica è come se il campionato non fosse ancora iniziato. E il Trapani è un avversario che considero molto difficile. Dovremo dare il meglio di noi, come cerchiamo di fare sempre, per riuscire a combinare qualcosa di buono».
È il regalo che chiederà ai compagni?
«A loro e a me stesso. Intanto, però, oggi (ieri per chi legge, ndr) tocca a me portare i pasticcini nello spogliatoio per festeggiare».
Ma vuole anche regalarsi un altro gol?
«Mi basta la vittoria. Se poi viene anche il gol, certo, non lo mando indietro. Il pacchetto lo scarterei volentieri...».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
