La manifestazione
«Finalmente sono qui aspettavo da un mese»
Castiglia racconta di aver subito scelto quando ci sono stati i primi contatti «Sicuramente non sarò al top, ma se il mister chiama io in campo mi ci butto»
EMPOLI. Se «Parigi val bene una messa», come disse Enrico IV prima di convertirsi al cattolicesimo per salire sul trono di Francia (nell’anno del signore 1589), per l’Empoli un mese di attesa può decisamente andar bene. Ed è proprio questo il periodo in cui Luca Castiglia, l’ultimo arrivato alla corte di Sarri (tanto per restare in tema...), ha aspettato.
Ha aspettato prima che l’interessamento diventasse richiesta, poi che la trattativa si trasformasse in affare fatto. Ed è proprio lui a rivelarlo nelle sue prime dichiarazioni da giocatore dell’Empoli rilasciate nella “pancia” del Carlo Castellani. «L’ipotesi di venire qui – spiega – mi è stata prospettata più di un mese e ho subito scelto. Sono convinto che questa sia la piazza giusta, così non ho neanche voluto prendere in considerazione le altre offerte che nel frattempo mi sono arrivate (c’erano, ad esempio, Ternana e Lanciano, ndr). Ho spinto per una positiva conclusione della trattativa e ora, finalmente, sono qui. Felice di esserci e con tanta voglia di dare una mano alla squadra».
Che Castiglia conosce da avversario, visto che nella scorsa stagione militava nel Vicenza, e non solo. «Le due gare contro l’Empoli sono state durissime per noi – ricorda – ma sapendo della possibilità di vestire l’azzurro ho seguito con attenzione anche le prime due partite di questo campionato. E devo dire che la squadra ha fatto bene, molto bene, sia contro il Latina che a Palermo».
Dei suoi nuovi compagni non conosce nessuno, insomma, ma della squadra ha già studiato molto. «Sono una mezzala – dice, quando gli viene chiesto di raccontarsi – e posso giocare sia come interno destro che sinistro. La mia qualità migliore? Forse gli inserimenti offensivi».
Nel Vicenza, infatti, ha segnato 5 gol, in una stagione negativa per la squadra ma non per lui. «Nel girone d’andata sono andato piuttosto bene – sottolinea – ma nel ritorno non sono più riuscito ad esprimermi con la continuità che avrei voluto. Sono qui per fare meglio, insomma».
Nel frattempo si è allenato a Torino, con gli altri giocatori della Juventus in attesa di sistemazione. «A livello fisico non ho avuto problemi – dice – ma non saprei giudicare oggi la mia condizione. Sicuramente sarò indietro rispetto ai compagni e questo significa che dovrà impegnarmi al massimo per recuperare in fretta il terreno perduto».
E se Sarri lo chiamasse subito in causa? «Nessun problema – replica sicuro – in campo mi ci butto». Forse con la maglia numero 4 lasciata libera da Gigliotti, ma ancora non ha scelto (il suo preferito, il 21, è già di Accardi). Così come sembra aver parlato poco, almeno per ora, con Sarri, visto quello che dice quando il discorso scivola sugli obiettivi stagionali degli azzurri. «L’Empoli è una squadra solida – sottolinea – e può giocarsela con tutte. La salvezza? Beh, anche qualcosa di più visto quello che ha fatto finora e l’anno scorso». Già, ma non ditelo a Sarri.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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