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Empoli

Carli non ha dubbi «Il vero colpo è Sarri»

Carli non ha dubbi «Il vero colpo è Sarri»

Il direttore sportivo traccia il bilancio del suo operato

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EMPOLI. Il dolce, come succede a tavola, arriva alla fine. E cioé quando il ds azzurro Marcello Carli, che del mercato dell’Empoli ha appena elencato tutto o quasi, risponde all’ultima domanda, quella su quale sia stato il “vero” colpo di questa lunghissima, interminabile sessione estiva di trattative. «Un po’ mi costa dirlo perché è uno fin troppo esigente e lavorare con lui è uno stress, però il vero colpo è la conferma di Sarri».

Dal tecnico, insomma, è ripartito l’Empoli. Quello che dovrebbe essere nuovo ma che, in realtà, somiglia molto a quello vecchio. Quello che ha perso sicuramente in qualità - perché Saponara e Regini non sono certo due qualunque - ma alla fine delle operazioni si ritrova con qualche alternativa in più. Quello che Carli («ma sempre insieme al presidente Corsi, al segretario Calistri e al capo-osservatore Tolomei», ricorda lui) ha costruito in quasi 3 mesi di chiacchiere, contatti, idee, affari. «Con un mercato così lungo – sottolinea il dirigente – spesso si tende a ricordare solo le ultime cose. Ma il nostro mercato è stato fatto con la conferma, tutt’altro che scontata, di Maccarone (lo voleva il Livorno in serie A, ndr), con quella di Valdifiori (che a un certo punto sembrava sulla via di Pescara, ndr), quella di Hysaj (chiesto e trattato dalla Lazio, ndr). In sostanza siamo ripartiti da chi, nella passata stagione, ci ha regalato certezze e soprattutto emozioni. A loro abbiamo cercato di aggiungere giovani che possano rappresentare il nostro presente ma anche il nostro futuro. Basti pensare che il più “vecchio”, fra i nuovi acquisti, è proprio questo ragazzo (Castiglia, ndr), che è nato nel 1989. Per Barba abbiamo anche investito una bella somma e, soprattutto, sono tutti ragazzi che ora, abbiamo o in compartecipazione o con il diritto di riscattarla».

Tutti tranne uno, Verdi. «Ed è il mio cruccio – continua Carli – almeno legato a questo mercato. Di solito non operiamo così, ma ci sembrava il giocatore giusto per un posto, quello di fantasista, che era rimasto senza padrone. E sono convinto che se continuerà non a giocare ma ad allenarsi così farà tanta strada».

Al di là del caso Verdi, comunque, Carli sembra soddisfatto. «Più o meno – spiega - abbiamo fatto quello che avevamo in mente di fare. Rispetto all’anno scorso, quando dovevamo ricominciare da zero, avevamo un minimo in più di libertà di scelta, in alcuni trattative, e abbiamo cercato di sfruttarla. Questo, ovviamente, non significa che tutti i nuovi debbano far faville».

Già, ma l’Empoli cosa vuole fare? «Ripetersi. Ma non significa arrivare fino alla fine dei playoff. Significa che dovremo avere lo stesso spirito e lo stesso approccio al lavoro dello scorso anno. Il campionato sarà equilibrato, duro. Noi siamo partiti bene, è chiaro, ma questi 6 punti devono servirci da stimolo, perché sennò saranno guai. Se l’obiettivo è la salvezza? Non c’è obiettivo, ma se vuoi fare 80 punti devi comunque passare prima dai 50. E comunque mantenere la categoria è un obbligo. È vitale per noi». Proprio come chiudere i mercati in attivo. «Ci siamo riusciti e abbiamo impostato due operazioni (Regini con la Samp e Mchedlidze con il Parma, ndr) che ci permetteranno di avere una base solida anche per la prossima estate».

Infine (anche se in realtà è la prima cosa che Carli ha voluto sottolineare) i rituali saluti. «Ovviamente sono per i nuovi – conclude – ma soprattutto per chi ci ha lasciati. E in particolare Dossena. Si era creato una situazione particolare, qui, ma non possiamo e non vogliamo dimenticare che Renato è uno dei protagonisti della nostra storia recente. Senza quella salvezza nel playout col Vicenza, infatti, chissà cosa ne sarebbe stato di tutti noi...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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