Sicurezza
Di Gennaro non ha dubbi «È un Empoli maturo»
L’ex centrocampista, ora opinionista di Sky, ha assistito all’impresa di Palermo «È una squadra completa che sa cosa deve fare, poi quei due là davanti...»
EMPOLI. Se di due cose s’intende sono sicuramente il calcio e le sorprese, sempre legate al mondo del pallone. Già, perché lui, Antonio Di Gennaro, proprio nel calcio si è costruito due carriere (giocatore, grande giocatore, prima e apprezzato commentatore tv adesso) e in quanto a sorpresa basta ricordare lo straordinario, indimenticabile e forse irripetibile scudetto conquistato - da protagonista - nel fantastico Verona di Osvaldo Bagnoli nella stagione 1984/1985. Tempi andati, seppur glorioso. Il presente, per Di Gennaro, come accennato è la tv e, in particolare, Sky. Per l’emittente satelittare, infatti, è una delle “seconde voci” più quotate e, l’altra sera, ha incrociato il cammino con l’Empoli allo stadio Barbera di Palermo. È stato testimone dell’impresa della truppa di Sarri, insomma, e proprio sulla truppa di Sarri spende volentieri due parole.
«L’Empoli mi ha fatto davvero una buona impressione – sottolinea l’ex centrocampista, uno che in campo ci metteva idee e qualità – perché ha dimostrato di essere una squadra. Sicuramente più squadra del Palermo, ma non solo».
E cioé?
«Mi è sembrata una squadra completa. Completa e anche matura. Forse ha sofferto un po’ troppo, in un certo momento, quando era in superiorità numerica, ma mi è piaciuta la qualità di palleggio, la sapienza con cui verticalizza al momento giusto. E poi quei due ragazzi là davanti fanno spesso la cosa giusta al momento giusto».
Applausi a Tavano e Maccarone, insomma.
«Sì, e tanti. Una coppia di attaccanti così, in serie B, è un vero lusso. Ma non ci sono solo loro. Ad esempio i due interni, Moro e Croce, ci mettono qualità e quantità. Ripeto, l’Empoli mi è sembrata completa, forte. Si vede la mano dell’allenatore perché i movimenti di squadra sono continui e sincronizzati, e dunque complimenti a Sarri, ma anche la qualità dei singoli».
Anche dei giovani?
«Certo. Perdere uno come Saponara, ad esempio, non è facile, però Verdi è un altro bel talento che in azzurro, grazie anche all’ambiente di Empoli, può esplodere. Anche Rugani mi è piaciuto. Avrà sbagliato un paio di situazioni in tutta la gara, ma ha dimostrato qualità sorprendenti. A Palermo, ripeto, gli azzurri si sono un po’ disuniti dopo aver incassato il pareggio in un’azione un po’ strano, perché alcuni ragazzi si erano fermati visto che un calciatore del Palermo era interna, e per un po’ hanno accusato, smarrendo le misure. In avvio di ripresa, in particolare, per una manciata di minuti la squadra mi è sembrata anche remissiva. Quando ha rialzato la testa, però, ha fatto valere finalmente l’uomo in più e, dopo il gol di Maccarone, non c’è stata più storia».
L’obiettivo dichiarato è la salvezza, ma secondo lei dove può arrivare l’Empoli?
«Parlare di salvezza, fracamente, mi pare riduttivo. In giro non vedo squadroni in casa di “ammazzare” il campionato. Minimo, visto che sono stati anche “allargati”, credo che l’Empoli possa e debba puntare ai playoff. Ma non mi sorprenderei se facesse anche meglio».
@DavidBiuzzi
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