Il Tirreno

Empoli

Il luna park Empoland riapre i battenti

di David Biuzzi ; di David Biuzzi
Il luna park Empoland riapre i battenti

Gol, occasioni, emozioni, spettacolo: la truppa di Sarri è già da applausi e coi suoi bomber eterni rifila tre sberle al Latina

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EMPOLI. Applausi erano stati all’inizio dell’estate, con gli azzurri sotto una Maratona gremita nonostante il sogno infranto, applausi sono ancora, a pochi mesi di distanza, con la truppa di Sarri che onora la prima notte di campionato riaprendo il luna park. All’alba di una stagione lunghissima, insomma, c’è già l’autorizzazione scritta per continuare a chiamarlo Empoland. Già, perché anche il debutto col neopromosso Latina si trasforma in una gara in cui c’è di tutto (compreso un pizzico di sofferenza, ma per colpe altrui...) ma in cui soprattutto c’è tanto, davvero tanto Empoli. Che, in pratica, presenta lo stesso abito dello scorso anno, il 4-3-1-2, e con due sole novità: dietro c’è Rugani, classe 1994, e non Regini, alle spalle delle punte c’è Verdi, classe 1992, e non Saponara. Due cambi di non poco conto, anche se i giovanotti - 40 anni in 2 - non fanno rimpiangere i pezzi pregiati ceduti sul mercato. Altri due diamanti grezzi, insomma, che con l’orafo Sarri possono diventare gioielli preziosi, preziosissimi.

Attenti a quei due. Nell’attesa, però, riescono già a farsi apprezzare. E neanche poco. E, comunque, di certezze l’Empoli ne ha molte. Ad esempio, mentre i giovani crescono, quei due vecchietti là davanti. Già, proprio loro, i “bomber eterni” Maccarone e Tavano. Che, dopo un avvio che sembra addirittura complicato (il Latina si lascia preferire nei primi 10 minuti) decidono che non è più tempo di scherzare e, in una manciata di secondi, portano a casa i primi tre punti. Succede tutto fra il 14’ e il 22’, quando Big Mac bussa due volte, con Ciccio che timbra dal dischetto (rigore che lui stesso si procura) nel mezzo. In 8 minuti 8, insomma, i pontini rimediano 3 sberle e, di fatto, non riescono più a rientrare in partita. Almeno fino al 10’ della ripresa, anzi, rischiano l’imbarcata a più ripresa. Perché l’Empoli è davvero bello da vedere - e gli applausi a scena aperta del Castellani lo sottolineano in più di un’occasione - ma il Latina, va detto, ci mette del suo con un atteggiamento tattico scriteriato. L’interpretazione del 3-4 -3 di Auteri, infatti, è fin troppo audace, con attaccanti che rientrano poco e due esterni che pensano più a spingere. Così, per gli azzurri, diventa facile scatenare l’inferno: appena Verdi trova lo spazio diventa letale e, come detto, in attacco sono rimasti due tipi di cui è bene non fidarsi.

Bene la linea. Tutto bene, tutto semplice. Così, in avvio di ripresa, ci pensa l’arbitro a complicarla con un rigore ed espulsioni (mani di Laurini decisamente involontario) che potrebbe riaprire i giochi. Solo che l’Empoli un’altra certezza ce l’ha fra i pali. Si chiama Bassi e dice no a Chiricò (esltandosi, poi, anche in altre occasioni). Quando l’ex Morrone riesce finalmente a trovare la via del gol, insomma, siamo già al 31’ della ripresa e si capisce che per il Latina è tardi. L’Empoli, infatti, gestisce bene e continua a guadagnare meritatissimi applausi. Con uno, in particolare, da tributare alla linea difensiva (dove i più vecchi sono del 1990): gli attaccanti ospiti, infatti, finiscono in fuorigioco ben 11 volte. Segno che la linea ha lavorato non bene, ma benissimo.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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