Il Tirreno

Empoli

Tra l’Empoli e il suo popolo è amore vero

di David Biuzzi
Tra l’Empoli e il suo popolo è amore vero

Una piazza piena di gente per la Sarri-band fra entusiasmo, coriandoli e fuochi d’artificio

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EMPOLI. La piazza piena- e proprio nel cuore della città - l’entusiasmo coinvolgente, i coriandoli, i palloni che volano, momenti di musica e persino i fuochi d’artificio. Quelli degli ultrà, in attesa che la squadra sul campo possa iniziare a fare il suo dovere. È stata una festa vera, insomma, quella che ha animato piazza Farinata degli Uberti (piazza dei Leoni per ogni empolese che si rispetti) nella serata che Empoli ha voluto dedicare all’Empoli (o viceversa, poco importa). Una presentazione, quella degli azzurri, che ha rinnovato l’amore fra la squadra e il suo popolo, quello che nella scorsa stagione ha portato Moro e soci a bussare alle porte del paradiso (calcistico, ci mancherebbe).

L’ordine presidenziale. Se l’ordine, ribadito ieri sera dal presidente Corsi, resta quello di resettare quello che è accaduto per non rischiare di “imborghesirsi”, insomma, la “notte dei leoni” fa tornare a mente i freschi ricordi delle serate magiche vissute poche mesi fa. Eppure, come accennato, sia il massimo dirigente che tutti gli altri protagonisti (da capitan Moro a Sarri) hanno confermato tutto quanto avevano detto il giorno del raduno: «Dobbiamo dimenticarci di quello che è stato – il senso, più o meno, di tutte le loro dichiarazioni – ci aspetta una stagione difficile, con sicuri momenti di sofferenza, e non possiamo permetterci di pensare a quanto di buono abbiamo fatto nello scorso torneo». Concetti chiari, insomma, anche se difficili da sposare con l’entusiasmo di una piazza piena (non gremita, ma piena sì) e di una tifoseria scatenata.

I ringraziamenti. Una tifoseria che Sarri, salito per ultimo sul sagrato del duomo (concesso da don Guido Engels) ha subito voluto ringraziare. «Dopo la sconfitta di Livorno tutti noi vivevamo un momento difficile – ha raccontato – ma tornare allo stadio e trovarvi lì, in tanti, ci ha fatto stare meglio». Unico accenno, peraltro doveroso, al passato più recente.

Fra maglie abbonamenti. Per il resto la serata, presentata da Alessio Cocchi e Alessandro Marinai, è iniziata con il saluto dell’assessore Faraoni, è proseguita con gli spot sulla campagna abbonamenti (sul palco sono saliti i testimonial, tutti veri tifosi), per terminare con la presentazione delle maglie (identiche allo scorso anno, salvo i caratteri dei nomi e il logo, ma presentano la news del doppio marchio Ngm davanti come sponsor dell’Empoli e dietro come sponsor del campionato). Nel mezzo la sana abitudine di uno spazio per il settore giovanile, col responsabile Cappellini ancora osannato dai tifosi (col vecchio coro di quando giocava e segnava), il tecnico Cecchi e tutta la Primavera.

La sfilata. Poi, dulcis in fondo, la sfilata di giocatori e staffa. Con Martusciello applauditissimo (anche per lui il vecchio coro: “bello guaglione”) e con Tonelli, capitan Moro e Maccarone a prendere la parola per i vari reparti. Ovazioni, come da copione, proprio per Big Mac e Tavano. Poi il gran finale. Con Sarri accolto da una canzone di Vasco Rossi, con i fuochi d’artificio dei tifosi e con l’allenatore che ormai sembra davvero in perfetta simbiosi con una città che lo apprezzare non solo per il suo lavoro sul campo. Infine i coriandoli, i palloni (dello sponsor) regalati ai tifosi e soprattutto l’abbraccio, quello vero, quello fisico, della gente alla squadra. Perché se la stagione sarà dura, e lo sarà davvero, l’unione d’intenti sarà ancora più importante.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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