Il Tirreno

Empoli

L’Empoli riparte fra soliti noti e piacevoli novità

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
L’Empoli riparte fra soliti noti e piacevoli novità

Tavano implacabile, ma baby Frugoli esagera E arrivano segnali incoraggianti dai debuttanti

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MONTELPO. Riparte con 12 gol, l’Empoli. Riparte dai soliti noti, con Ciccio Tavano che illumina la scena con una tripletta (nel primo tempo), con Moro che non ha mai smesso di correre (ma per lui il campionato è finito?), con l’ennesimo giovane che si segnala come possibile sorpresa (Frugoli, che di reti ne firma addirittura 4 nella ripresa) e con il 4-3-1-2 che continua e probabilmente continuerà a essere il marchio di fabbrica.

Buoni segnali. Già, perché il messaggio forse più importante che arriva da questa prima uscita è che Simone Verdi, l’uomo chiamato a raccogliere la pesantissima eredità di Saponara, il trequartista sembra poterlo fare. Certo sbaglia qualcosina di troppo - anche perché forse troppo spesso cerca la giocata per i compagni, l’imbucata - ma nel corso di un primo tempo contraddistinto dallo squillo di Signorelli (arriva dal Venezuela, dunque, la prima rete stagionale)e dallo show del solito Ciccio-gol, il ragazzo di scuola Milan manda due messaggi chiari: il primo è che non è un corpo totalmente estraneo alla squadra (e visto che gioca in mezzo a tutti confermati, perché l’altro volto nuovo è in difesa, non è poco), il secondo è che ha la propensione al sacrificio, l’attitudine al recupero palla. Ne ruba tante, ai volenterosi ragazzi del Montelupo, tanto da sembrare più un mediano che un rifinitore. Si abbassa spesso, in fase di non possesso, tanto che spesso il modulo, quando è il Montelupo a gestire la sfera, sembra più un 4-1-3-2 che un 4-3-1-2. Considerato che la tecnica (destro e sinistro il tocco è lo stesso) c’è e che la qualità verrà fuori quanto arriverà anche la forma fisica, insomma, ci sono i margini per vedere il bicchiere mezzo pieno. Esattamente come quello di Rugani, l’altra novità dei primi 45 minuti (ci sarebbe anche Accardi schierato da centrale, ma sul pacchetto arretrato ogni giudizio non può che essere rimandato ad altri e più probanti impegni), che in attesa di svolgere il suo vero lavoro, quello di difensore, si prende la briga di andare a segnare l’ultimo gol della frazione d’avvio con una specialità della casa: colpo di testa su angolo di Valdifiori tanto per far fruttare statura e muscoli (un gigante, insomma).

Le due frecce. Con Maccarone (noie muscolari, ancora su una vecchia cicatrice), Croce (mal di schiena) e Gigliotti (sempre più vicino al Pisa) in tribuna, nella ripresa Sarri conferma il modulo con Pucciarelli (entrato a fine primo tempo al posto di Mchedlidze per un cambio già programmato) sulla trequarti, una coppia di attaccanti giovani e scattanti (Shekiladze e Frugoli)e gli altri due volti nuovi nelle posizioni a loro più congeniali: Mario Rui a giostrare da terzino sinistro e Ronaldo a dirigere il traffico in mezzo. E anche loro rispondono presente. Il portoghese con continue discese sulla fascia (tanto che i due gol di Frugoli nascono proprio dalle sue accelerazioni e dai suoi assist), il brasiliano mostrandosi a suo agio nel ruolo di play basso. Come Valdifiori, infatti, ha una buona propensione alla verticalizzazione, come Valdifiori va a battere angoli e punizioni. Certamente anche loro andranno rivisti, certamente sarebbe azzardato dire che l’Empoli potrebbe cedere, domani, Hysaj e Valdifiori a cuor leggero e senza rituffarsi sul mercato, ma sembrano poterci stare (eccome) e alla prima uscita (dopo 8 giorni di doppi allenamenti) è difficile chiedere molto di più.

La meglio gioventù. E, come se non bastasse, ci sono anche i giovani a strappare sorrisi. Dal georgiano di scorta, Shekiladze, all’ultimo arrivato, Frugoli. Quest’ultimo si prende anche il lusso di battere Tavano, il re dei bomber nella storia dell’Empoli, segnandone addirittura 4, di gol. Compreso il più bello della serata, quello che chiude il conto sul 12-0 mentre passano i titoli di coda con una botta da fuori che strappa l’applauso (l’ultimo, ma non il primo) del popolo azzurro presente in tribuna.

Nota stonata. Servirà un corposo seguito, insomma, ma la prima è per tanti versi incoraggiante. Con un’unica nota stonata: stavolta, infatti, l’impianto di illuminazione regge e lo scaramantico (ma non diteglielo, tanto negherebbe tutto) Sarri, che voleva un black out-bis, dovrà inventarsi un nuovo rito propiziatorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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