Attenzione
«Io? Vorrei esere come Pirlo»
Romaldo Pompeu si racconta dopo 7 giorni di vita in azzurro: qui ho trovato un gruppo unito
EMPOLI. È ufficialmente un giocatore dell’Empoli dal gennaio scorso, ma realmente la sua avventura in azzurro è cominciata da appena una settimana.
Ronaldo Pompeu Da Silva, questo il nome completo, è rientrato alla base dopo che ha giocato metà della scorsa stagione in Lega Pro con la maglia del Catanzaro, a cui l’Empoli lo aveva dato in prestito per fargli fare un po’ di esperienza.
Adesso però, questo ragazzo di cui tutti dicono un gran bene, è pronto a giocarsi le sue carte e a cercare di trovare spazio nel gruppo di mister Sarri. Intanto il suo ambientamento in toscana procede a gonfie vele.
«È passata solo una settimana di allenamenti – spiega Ronaldo – ma posso già dire di trovarmi molto bene qui a Empoli. Ho trovato un grande gruppo, con grandi giocatori sia dal punto di vista calcistico che da quello umano. Un gruppo – prosegue il centrocampista brasiliano – che è davvero molto unito e questo per una squadra è una dote molto importante. Adesso siamo molto concentrati e stiamo lavorando bene in vista dell’inizio della stagione».
In questi mesi, in cui ha giocato in Calabria, Ronaldo è cresciuto molto.
«Quella di Catanzaro è stata un’esperienza importante sia a livello personale che a livello di squadra, credo che mi abbia aiutato a crescere sotto tutti i punti di vista».
È anche per questo motivo che, nonostante diversi club di Lega Pro siano interessati a lui, e gli facciano la corte, il centrocampista ex di Padova e Mantova, vuole ritagliarsi uno spazio importante con la maglia azzurra.
«Non so se ci sono delle squadre che sono interessate a me – spiega – e sinceramente ora come ora non mi interessa, il mio obiettivo è quello di giocare con la maglia dell’Empoli, per questo sto cercando di dare il massimo in questi giorni di ritiro e spero in futuro di poter avere un ruolo da protagonista nella squadra. Il mio ruolo? Sono un centrocampista molto tecnico a cui piace soprattutto giocare la palla a terra».
Non potrebbe essere altrimenti, ai brasiliani non manca certo la tecnica. Tantomeno a Ronaldo che fino a qualche anno fa giocava quasi da attaccante. «Fin dall’inizio della mia carriera – racconta - ho fatto il trequartista, giocavo a ridosso delle punte, poi col passare del tempo sono arretrato di posizione e sono arrivato a fare il centrocampista centrale un ruolo in cui mi trovo molto bene e in cui credo di riuscire ad esprimermi al meglio».
Un’evoluzione in piena regola quella di Ronaldo che neanche a dirlo tra i suoi miti ha uno dei suoi omonimi. «Da piccolo - racconta - mi piaceva molto Ronaldo (l’attaccante brasiliano, ndc), anche per via del ruolo in cui giocavo. Adesso invece mi piace molto Pirlo della Juventus, credo che nel suo ruolo sia senza alcun dubbio il giocatore più forte in assoluto».
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