Sicurezza
L’Empoli strizza l’occhio a giovani e disoccupati
Nella campagna abbonamenti previsti prezzi speciali anche per le donne L’ad Ghelfi: «Non c’interessa fare cassa ma avere più gente possibile con noi»
EMPOLI. «Con il bel gioco e il grande sogno abbiamo riavvicinato Empoli o all’Empoli, ora speriamo di trattenerne qualcuno». Scherza, ma neanche troppo, l’amministratore delegato azzurro Francesco Ghelfi quando illustra i prezzi della nuova campagna abbonamenti (la società li ha resi noti ieri, partenza giovedì prossimo ma con modalità, tempi e luoghi ancora da stabilire).
L’Empoli, infatti, ha deciso non solo di tenere i prezzi inalterati rispetto alla scorsa stagione («potevamo speculare sui playoff, ma che senso avrebbe avuto?», si chiede e chiede l’ad) ma anche di aumentare il numero delle offerte con alcune novità sostanziali. Come la tariffa speciale per i disoccupati e quella per i giovani al di sotto dei 30 anni di età (entrambi relativi a tutti i settori della Maratona). «Visto il momento del paese – prosegue Ghelfi – ci è sembrato giusto cercare di fare un passo verso chi ha l’azzurro nel cuore ma non un impiego e, dunque, un introito fisso. In questo modo pagheranno dai 100 euro per la Maratona superiore centrale ai 50 per quella inferiore. Che, “spalmati” su 21 partite, sono davvero pochi spiccioli». Pensierino anche per le donne. «Finora – sottolinea il dirigente – erano considerate nella riduzione di militari e diversamente abili. Da quest’anno, invece, abbiamo deciso di creare un vero e proprio “abbonamento rosa” aumentando lo sconto».
E mentre, in tutti i settori, i ragazzini under 14 pagheranno 1 euro («entrerebbero gratis tutto l’anno, come sempre, ma così possono evitare di dover prendere il biglietto ogni due settimane»), è rimasta una forte riduzione per gli studenti delle scuole superiori e ne è stata introdotta, come accennato, una sempre per i giovani. «Riguarda tutti coloro che hanno meno di 30 anni e, come nel caso dei disoccupati, è relativo ai settori della Maratona. Spesso – dice Ghelfi – si tratta di giovani uomini che hanno da poco concluso il ciclo di studi e si affacciano al mondo del lavoro magari con contratti a progetto o di apprendistato. Abbiamo pensato anche loro perché ci sembrava che restassero tagliati fuori dalle altre categorie».
Prezzi bassi e sconti a volontà, insomma. «Perché – conclude l’amministratore delegato – non ci interessa fare cassa ma avere più gente e più calore possibile intorno alla squadra. Proprio come è successo, poche settimane fa, per i playoff. Un’esperienza bellissima e sarebbe stupendo viverla per una stagione interna».
@DavidBiuzzi
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