La manifestazione
Premi e tanti applausi a Moro e Ulissi
Il capitano e il ciclista protagonisti della “cena azzurra” alla Sagra della Chiocciola
EMPOLI. La banalità del bene, quando di mezzo c’è lo sport, puoi scoprila anche una sera per caso, durante una premiazione. Succede alla “cena azzurra”, stavolta, con la Sagra della Chiocciola che per una volta ancora (non è la prima, non sarà l’ultima) si trasforma in quella degli sportivi. E a riuscire nell’impresa sono proprio gli annunciati protagonisti della serata: il capitano azzurro Davide Moro, che rivece la “Chiocciola d’oro” del club azzurro Spicchio, e il ciclista Diego Ulissi, premiato dal Comune di Vinci con la “Moneta d’argento”.
Il primo, Moro, ha una militanza ventennale nell’Empoli (vivaio incluso), ha giocato nel paradiso del pallone (serie A) e ora è il graduato della truppa. Il secondo, Ulissi, è semplicemente un predestinato. A livello giovanile, con la casacca dell’Uc Empolese, ha vinto tutto (due Coppa d’Oro per Allievi, un mondiale Juniores) e ora che è professionista (Lampre) si è già portato a casa una tappa del giro d’Italia (più tanto altro, ovviamente). Due campioni di diverse discipline, insomma, ma che si presentano allo stesso modo: arrivano accompagnate dalle famiglie (mogli e figli), sono disponibili con tutti, dai cacciatori di autografi a quelli che chiedono (e puntualmente ottengono) una foto-ricordo.
«Ricevere questo premio per me è un onore» ha sentenziato Moro, tanto per chiarire i dubbi anche agli ultimi scettici. Che ha pure spiegato, in tanti anni, quale sia il ricordo più intenso legato all’azzurro. «Sicuramente lo spareggio contro il Vicenza», racconta lui - sotto gli occhi della moglie Claudia e del figlio Gianluca che ha conquistato promozione in A, salvezza e pure lo storico approdo in Coppa Uefa.
La banalità del bene, insomma. Come quella di Ulissi, che di fronte alla moglie Arianna Bindi (spicchiese doc) e alla piccola Lia (la loro figlioletta) ammette candidamente: «La famiglia e miei trascorsi dell’Uc parlano chiaro, ormai mi sento un empolese d’adozione».
Meritati per entrambi, dunque, i tanti applausi che la platea regala loro insieme ai premi.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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