Sicurezza
Saponara torna dove tutto iniziò
La doppietta di Novara ha favorito la sua esplosione: «E ora voglio conquistare la serie A»
EMPOLI. Per uno come lui, baciato dal talento del dio pallone, era solo questione di tempo. Riccardo Saponara, in sostanza, il successo (personale) lo aveva scritto più nel Dna che nel destino. Eppure anche un predestinato deve comunque vivere un rito di passaggio. Un momento, quel momento, in cui tutti ti appare chiaro, in cui ogni pezzo del puzzle magicamente comincia ad andare a posto da solo. Per lui, per il principe della trequarti dell’Empoli, è successo proprio nel teatro della prossima sfida, la prima dei playoff: sul terreno, in erba sintetica, del Silvio Piola di Novara.
Era la giornata numero 2 del campionato e il fantasista realizzò le prime delle 11 reti stagionali. «In effetti – conferma lui, franco come sempre – quella partita per me è stata molto importante. La ricordo bene, anche perché il giorno dopo si sposava mia sorella Enrica e volevo dedicargli un gol. Ne arrivarono due e mi fecero capire che avrei potuto, e quindi dovuto, lasciare un segno in questo campionato. Avevo già fatto buone cose con la Reggina, al debutto, ma avevo fallito un paio di occasioni. Con quelle due reti, invece, la tappa di Novara è diventata davvero molto importante per me».
Un bis, ovviamente, sarebbe assai gradito...
«Ci credo. Ma sarà un’altra partita, un’altra storia».
In che senso?
«Che si affrontano due squadre completamente trasformate. Loro hanno cambiato allenatore, sistema di gioco, noi abbiamo iniziato a fare sul serio dalla decima giornata. Sarà diverso, insomma, ma sarà diverso anche rispetto alla sfida di ritorno, quella che abbiamo perso in casa a gennaio. Era la prima dopo la lunga sosta e poi noi fu una brutta gara. Ma sono convinto che proprio quelli errori commessi oggi ci serviranno per preparare al meglio la gara di domani».
Lei come la vede?
«Secondo me sarà una bella partita. Perché si affrontano due squadre forti, che giocano bene e giocano un bel calcio».
E per l’Empoli?
«Noi tutti, non solo io, siamo consapevoli di avere tutte le carte in regola per coronare una grandissima impresa. Abbiamo dato molto per arrivare a giocarci questi playoff e ora vogliamo vincerli».
Sembra crederci molto...
«Tolte le prime nove giornate abbiamo fatto un campionato meraviglioso. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza di tutti, comprese Sassuolo e Verona che sono andate in serie A direttamente. Per questo dico, e ne sono convinto, che ora giochiamo per vincere questo mini-torneo. I playoff non sono e non devono essere un punto d’arrivo, ma un mezzo per arrivare alla serie A».
Anche il popolo azzurro sembra crederci vista l’accoglienza dell’altra notte.
«È stato bello, molto bello rientrare da Verona e trovare i tifosi che ci aspettavano allo stadio per applaudirci e incitarci. Abbiamo sentito il loro calore, il loro appoggio, ed è una gioia sapere di aver riacceso il loro entusiasmo, il loro amore, attraverso il nostro gioco, il nostro impegno e le nostre prestazioni».
Torniamo a Novara: che effetto le fa ritrovare, dall’altra parte, Aglietti?
«È un tecnico che mi ha dato tanto, non lo nascondo. Mi ha fatto debuttare in A, ma soprattutto mi ha insegnato tante cose e mi ha fatto crescere. È un bravissimo allenatore e ci conosce bene. E il fatto che sia dall’altra parte significa che per noi sarà ancora più dura».
E veniamo alle note dolenti:l’Under 21 potrebbe portarla via per un’eventuale finale.
«Non c’è ancora un programma ufficiale, quindi non so. Certo io vorrei giocare sia un’eventuale finale dei playoff sia l’Europeo in Israele. Anche perché ho fatto tanto per raggiungere questi appuntamenti. Però non dipende da me, non potrei dire no alla nazionale neanche volendo. Quindi possono solo sperare che si trovi un accordo».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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