Il Tirreno

Empoli

L’entusiasmo dei tifosi carica l’Empoli

di David Biuzzi
L’entusiasmo dei tifosi carica l’Empoli

L’abbraccio nella notte al ritorno da Verona Carli: «Trasformiamo il sogno in un miracolo»

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EMPOLI. Un abbraccio spontaneo, intenso, carico di gratitudine e di speranza. Così, nella notte, Empoli ha accolto i suoi beniamini, gli azzurri. Un centinaio di persone, qualcosa di più, hanno atteso lo scoccare della mezzanotte, davanti al Castellani, per applaudire e incitare Moro e i suoi compagni.

Striscioni, cori, applausi. Tutto quanto serviva per celebrare un traguardo raggiunto, i playoff, e spingere gli azzurri verso un altro (e ancor più importante) sogno. «È stato bello – sottolinea il ds Marcello Carli – davvero bello trovare tanti tifosi ad attenderci fino a tardi. Fa piacere anche constatare che questi ragazzi, questo gruppo di lavoro, ha riacceso il calore intorno alla squadra. Il calcio, senza emozioni ed entusiasmo, non vive. E averlo riportato nella gente ci rende orgogliosi di quello che abbiamo fatto e ci regala la serenità necessaria per guardare avanti».

Ora può dirlo anche lei: centrare i playoff è stato davvero un’impresa.

«Sì, una grande impresa. C’è la consapevolezza di aver fatto qualcosa di grande. O forse sarebbe meglio dire di incredibile visto che in pochi, fuori dal nostro ambiente, credevano che l’Empoli potesse coronare la sua rincorsa. E invece...».

Invece avete reso possibili i playoff.

«Già. A Livorno, giustamente, ci staranno odiando, ma da Novara e Brescia mi aspettavo qualche ringraziamento pubblico. Non voglio togliere meriti a nessuno, ma se ci sono i playoff è solo e soltanto merito nostro, merito dell’Empoli e della sua rincorsa. Abbiamo vissuto una stagione sempre a testa bassa. Siamo stati addirittura ultimi in classifica e abbiamo dovuto sempre rincorrere: prima la salvezza, poi la zona playoff, poi le prime tre che scappavano. È stata dura, ma ce l’abbiamo fatta grazie al gruppo, allo staff e anche ai tifosi che durante quell’avvio così difficile non ci hanno mai contestato».

E ora?

«Ora siamo contenti, ma ci giochiamo i playoff per vincerli. Come tutti. È un mini-torneo in cui tutto, o quasi, riparte da zero. Credo che il Livorno sia il favorito d’obbligo, per la squadra che ha e perché può andare in serie A con quattro pareggi, con tutte le altre tre alla pari».

L’Empoli rischia di pagare questa lunga rincorsa?

«Nelle ultime giornate di campionato non potevamo sbagliare niente e abbiamo avuto tanta pressione addosso. Dopo La Spezia, in particolare, sapevamo che ci servivano assolutamente 10 punti e, tolta la sfida di Verona, abbiamo avuto tutte partite difficilissime. Ora, invece, dobbiamo giocarcela con serenità, soddisfazione e anche un pizzico di entusiasmo. Servirà la massima carica, è normale, ma anche la voglia di correre, di giocare, di fare un bel calcio come abbiamo fatto in tantissime occasioni».

È la ricetta per continuare a sognare?

«Il sogno è raggiunto. Ora possiamo e vogliamo trasformarlo in un miracolo».

Intanto ritrova Aglietti: una sua scoperta, proprio come Sarri.

«Due rischi calcolati. Sarri lo conoscevamo da tempo e sapevamo che era l’uomo giusto per noi, una risorsa. Aglietti lo avevamo seguito nel vivaio della Samp e quello che ci ha dato, e che sta dando al Novara, dimostra che avevamo ragione».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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