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L’Empoli nella realtà aumentata

di David Biuzzi
L’Empoli nella realtà aumentata

Il sogno comincia a prendere corpo col pari annunciato di Verona: ora i playoff col Novara

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VERONA. È una “realtà aumentata” quella che vive l’Empoli. Già, proprio come la grande novità che Il Tirreno regala da ieri ai lettori. In questo caso, però, non c’è neanche bisogno di uno smartphone o di un tablet. A dare una vita, un’anima alla foto, quella della squadra, ci hanno pensato gli stessi protagonisti. Sarri e i suoi allievi, anzi, forse anche fatto anche qualcosa di diverso: hanno dato e stanno dando vita a un sogno. Un sogno che ora passa dai playoff, quel traguardo inseguito a lungo, con momenti di speranza e altri più complicati, che è diventato realtà con il pareggio annunciato di Verona. In tanti, ora, lo chiameranno “biscotto” (in realtà lo stanno facendo già da una settimana e al Bentegodi, nella curva dei veronesi, è addirittura spuntato un gigantesco Oro Saiwa...), ma ogni tentativo è destinato a risultare vano: non c’è proprio il modo di “sporcare” un’impresa.

La cavalcata. Una grande impresa, già così. Già, perché per aumentare la propria realtà l’Empoli ha corso, sudato e (spesso) gioito per più di 7 lunghi mesi. Non dal giorno della prima vittoria, quella di Lanciano, ma dalla settimana precedente: dal ko interno con l’Ascoli. Sembra un paradosso, è vero, ma è proprio in quel momento, con la decisione di confermare Sarri nonostante i 4 punti (3 in classifica visto che la penalizzazione pesava ancora...) racimolati in 9 giornate di campionato. Una scelta forte, quella del presidente Corsi e del direttore sportivo Carli, che ha prodotto un risultato altrettanto forte e forse anche di più: un posto sul treno dei sogni, un posto nei playoff.

Meglio due feste che... Sull’ultimo atto della stagione regolare, invece, c’è poco da dire. Prendendo in prestito le parole di uno dei più grandi scrittori di sempre, Gabriel Garcia Marquez, si può tranquillamente parlare di “cronaca di un pareggio annunciato”. Ma i cattivi pensieri, in questo caso, non meritano spazio. Perché per Verona-Empoli bisogna persino correggere la famosa frase di Buffon: «a volte meglio due feriti che un morto», disse il portiere più forte del mondo parlando degli scandali estivi, diventa «meglio due feste che un funerale». E se quella degli scaligeri esplode prepotentemente al triplice fischio di Ciampi, perché i gialloblù tornano in serie A dopo 11 anni, per gli allievi di Sarri c’è la consapevolezza di non aver ancora conquistato un bel niente («se andremo ai playoff non sarà certo per giocare 4 amichevoli...» aveva profetizzato il tecnico pochi giorni fa), ma anche la gioia per aver coronato una lunga ricorsa e aver reso possibile un traguardo (i playoff) che per tanto tempo è sembrato – e non solo a Empoli – ai confini della realtà.

La non-partita. Ma, comunque, Verona ed Empoli in campo ci sono state per 94 lunghi minuti (recupero incluso). È successo poco nel primo tempo, con alcune conclusioni fuori misura di Cacia e con un’uscita provvidenziale di Rafael su Signorelli, ed è successo ancora meno nella ripresa, con un rigore piuttosto evidente non concesso agli azzurri (il fatto più grosso di tutta la gara) per una spinta di Moras su Maccarone e un contropiede scaligero concluso fuori misura da Ferrari. Tutto il resto è noia. O meglio, è attesa. L’attesa del triplice fischio di Ciampi, per essere ancora più precisi, che regala il suo sogno al Verona e permette all’Empoli di coltivare ancora il suo. Che ora passa dai playoff. E il primo ostacolo, di non poco conto, sarà il Novara dell’ex Aglietti. Con l’andata mercoledì al Piola e ritorno (domenica) al Castellani.

@DavidBiuzzi

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