Il dolore
I dirigenti gettano acqua sul fuoco
Calistri e Ghelfi: «Episodio spiacevole, però non ci siamo mai sentiti in pericolo»
VICENZA. Un Empoli straordinario quello visto al Menti. A rovinare, in parte, la festa degli azzurri ci hanno provato i tifosi vicentini, che hanno sfondato i cancelli della recinzione fino ad arrivare a bordo campo per contestare la loro squadra. Momenti concitati, ma poca paura per gli azzurri come spiega il segretario generale Stefano Calistri. «Purtroppo questi sono episodi surreali, fortunatamente capitano raramente. Devo dire che in campo non ci sono stati momenti di vera paura, il problema è rimasto circoscritto alla curva dei tifosi vicentini. Noi una volta sospesa la partita – prosegue Calistri – siamo rimasti in attesa delle comunicazioni da parte del questore, ovviamente è lui e non l’arbitro che prende le decisioni in questi casi. Poi la situazione piano piano è tornata alla normalità e così abbiamo potuto riprendere».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’amministratore delegato Francesco Ghelfi, in tribuna a seguire gli azzurri. «Un episodio spiacevole – racconta – anche se alla fine è stato tutto abbastanza tranquillo, la situazione è stata tenuta sotto controllo. C’è da dire che purtroppo il gesto dei tifosi vicentini ha spento la partita, un gesto difficilmente comprensibile, visto anche che il Vicenza è ancora in corsa per giocarsi la salvezza e all’ultima giornata ha una sfida importantissima in casa: questa invasione rischia di compromettere il loro cammino».
Alessandro Marmugi
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