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GLI AZZURRI» LA RINCORSA AI PLAYOFF
EMPOLI. Il paragone, certo, è un po’ azzardato (e, non caso, è lui il primo ad ammetterlo), ma fatte le dovute proporzioni ci sta tutto: Daniele Croce come Andrés Iniesta. Sì, come l’asso del...
EMPOLI. Il paragone, certo, è un po’ azzardato (e, non caso, è lui il primo ad ammetterlo), ma fatte le dovute proporzioni ci sta tutto: Daniele Croce come Andrés Iniesta. Sì, come l’asso del Barcellona. Perché entrambi nascono con doti offensive (attaccanti esterni o fantasisti) ed entrambi le stanno sfruttando come interni di sinistra in una mediana a 3; perché entrambi - anche se, ribadiamolo, in palcoscenici diversi - fanno spesso la differenza saltando il primo uomo in mezzo al campo e creando la superiorità numerica nelle azioni d’attacco.
Anche l’Empoli, insomma, ha il suo “prestigiatore” (è il soprannome del catalano che, come pochi al mondo, sa far sparire la palla). E proprio a lui, oltre ai tre tenori, ora chiede le ultime magie. Quelle necessarie per agganciare i playoff e, magari, viverli da protagonisti. «Non vorrei che qualcuno perdesse il posto di lavoro scrivendo che sono come Iniesta – spiega, sorridendo, il centrocampista – ma di certo per me non può che essere un grande onore. Fra l’altro, non la nascondo, è il mio vero idolo calcistico».
Un onore ma anche un onere: lei è uno di quelli da cui ci si aspetta sempre molto.
«E io ci provo. Cerco di dare sempre il meglio. Ma è chiaro che resta un paragone assolutamente improponibile».
Allora parliamo di Vicenza: qualche “trucco” del “prestigiatore” servirà...
«Servirà una grande prova dell’Empoli. Come quella contro il Cesena, come quelle che in questa stagione sono arrivate spesso. È una partita complicata, molto complicata, e dovremo cercare di esprimerci al meglio».
Eppure a leggere la classifica sembrerebbe facile.
«Ma noi sappiamo che non è così. Il Vicenza si gioca la salvezza, si gioca la vita, e sicuramente farà di tutto per superarci. Inoltre troveremo u ambiente caldo, con uno stadio che si annuncia pieno o quasi. Anche per noi, però, la posta in palio è dannatamente alta. E, quindi, dovremo pareggiare la loro carica emotiva».
Avere almeno la stessa “fame”, insomma.
«Esatto. Perché se riusciremo a non farci mettere sotto da questo punto di vista poi potrebbero emergere le qualità. E di qualità, noi, ne abbiamo parecchia».
Già, a partire da quella del “prestigiatore”.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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