Sicurezza
Fucecchio ci ha preso gusto Brinda e vuole la ciliegina
Ripescaggio in cassaforte grazie al successo sul Capanne ma il ds Soldaini rilancia «Battiamo pure l’Atletico Podenzana, così le chance di promozione aumentano»
FUCECCHIO. Sarà una promozione conquistata attraverso la porta di servizio, ma comunque meritata. Il Fucecchio, dopo essere incappato ad agosto nel girone della corazzata Ponsacco che ha fatto bottino pieno frantumando ogni record, si sta giocando con pieno successo la stagione nei playoff. Anche se ufficialmente non hanno il pass per la Prima categoria in attesa della graduatoria dei ripescaggi, i bianconeri dovrebbero essere virtualmente in porto. Hanno battuto in semifinale il Galleno in casa e nella finale in campo neutro le Capanne. Domenica prossima ci sarà un ulteriore spareggio contro l'Atletico Podenzana per entrare nella prima fascia dei ripescaggi con le altre cinque superstiti dei playoff di Seconda categoria. «In modo soft abbiamo già un po' festeggiato domenica scorsa - afferma il direttore sportivo Massimo Soldaini andato in panchina al posto dello squalificato Fabrizio Salvadori -. Ma adesso stiamo preparando nei minimi dettagli l'ultimo spareggio anche se potrebbe essere ininfluente ai fini della promozione. Siamo arrivati in fondo con un'ottima forma ed è giusto sfruttarla togliendoci un'altra soddisfazione e aumentando le chance di ripescaggio».
La superiorità del Fucecchio è emersa chiaramente a Pontedera (campo Bellaria Cappuccini) contro le Capanne che avevano ottenuto il secondo posto e potevano contare su due risultati utili per andare avanti. «Abbiamo dato dimostrazione di forza e di compattezza in tutti i reparti anche se la differenza l'hanno fatta gli attaccanti (doppietta di Leoncini e rete di Fornino, ndc). Grazie al recupero degli infortunati e degli accacciati ci siamo presentati ai playoff nelle migliori condizioni possibili dopo una stagione assai tribolata. Al di là del grandissimo lavoro svolto sul campo dei giocatori e del mister, la società ha avuto il merito di starci sempre vicino, dando il massimo apporto ed evitando pressioni durante le difficili fasi iniziali. Un ambiente come questo non meritava certo di stare in Seconda categoria».
Roberto Felici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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