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Carli mette le ali all’Empoli «Ora vogliamo la serie A»

di David Biuzzi
Carli mette le ali all’Empoli «Ora vogliamo la serie A»

I complimenti e le buone intenzioni al direttore sportivo non bastano più «I numeri dicono che ce la meritiamo e allora dobbiamo dare tutto per farcela»

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EMPOLI. A volte, nelle notti d’estate, il cielo è così terso che sembra di poter toccare le stelle, basta allungare una mano. Ecco, oggi l’Empoli di Sarri è proprio in questa situazione. Sente il traguardo più vicino - o comunque alla portata - e non vuole lasciarselo sfuggire. Il sogno che non doveva diventare un’ossessione, insomma, ora è un obiettivo. Un obiettivo vero, concreto. Perché a certificarlo ci pensa il direttore sportivo Marcello Carli.

Il primo, in ordine di tempo, a rompere gli indugi e parlare chiaramente del traguardo tanto agognato. «Basta discorsi, basta con le allusioni. A tre giornate dalla fine – sostiene il dirigente – possiamo a dobbiamo dirlo: il nostro obiettivo è uno e si chiama serie A».

Alla faccia della diplomazia...

«E a che serve, ora, la diplomazia? Mancano 270 minuti alla fine e siamo dentro i playoff. Vogliamo restarci e non certo per andare a fare una passeggiata agli spareggi».

Però è comunque la prima volta che ne parlate così apertamente.

«Perché i numeri ci confortano. Con la vittoria sul Cesena abbiamo toccato i 35 punti conquistati nel girone di ritorno, a 3 giornate dalla fine. Il che, tradotto, significa chiudere sui 40 e avere una proiezione sul campionato di 80 punti. Una quota che vale la promozione diretta. Noi, è vero, paghiamo un avvio che per tanti motivi è stato complicato, ma ora che siamo questi non vedo il motivo di non crederci».

E l’avete deciso ieri?

«No. A essere sinceri ne avevamo parlato dopo la sconfitta di La Spezia. Negli spogliatoi, coi ragazzi, ci siamo detti che era arrivato il momento di tirare una riga, di resettare tutto quello che di buono era stato fatto, che è tanto e che resta, e giocare le ultime quattro partite con il sangue agli occhi. Un’occasione così potrebbe anche non ricapitare mai più ed è doveroso dare il massimo per coglierla. Col Cesena è successo, ora tocca al Vicenza».

Altra gara piuttosto complicata.

«È vero. E proprio per questo bisogna affrontarla al meglio, come è successo col Cesena. Domenica i ragazzi sono stati bravissimi, eccezionali: sono rimasti sempre lucidi nonostante lo 0-3 del Picco e le vittorie di Livorno e Verona.Ora, però, lo stesso atteggiamento ci serve per la gara del Menti. Perché il Vicenza si gioca la salvezza, scenderà in campo con la bava alla bocca. E noi dovremo avere il sangu agli occhi, perché ci giochiamo la serie A».

Anche se, probabilmente, poi sarà la chiusura a Verona a decidere tutto.

«Non sono d’accordo. In questo momento l’equilibrio è talmente sottile che può succedere di tutto in qualsiasi momento, in qualsiasi giornata. Quindi il nostro compito è quello di ottenere sempre il massimo. O almeno di scendere in campo per tentare di ottenerlo. Ecco perché, a questo punto, diventa determinante vincere a Vicenza».

Già, perché le stelle sono proprio lì, a portata di mano. E, allungandosi, forse stavolta si può davvero arrivare a toccare il cielo.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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